Zjéne
Zjéne s.inv = Zio, zia
Sorella o fratello di uno dei genitori, considerato rispetto ai loro figli; marito della zia, o moglie dello zio.
Per indicare uno dei propri zii, si dice zjàneme, sostantivo invariabile sia al maschile sia al femminile.
Allo stesso modo, per uno degli zii di chi ascolta si dice zjànete.
Giuànne m’jì zjéne (o jì zjéne a me) = Giovanni è mio zio.
Fàlle sapì a zjànete Mattöje, ca ‘u vògghje parlé = Fa sapere a tuo zio Matteo, che gli voglio parlare.
Al maschile plurale si dice ‘i zjéne müje/tüje/nùstre/vùstre/löre = Gli zii miei, tuoi, nostri, vostri, loro.
Al femminile plirale ‘i zjéne möje/töje/nòstre/vòstre/löre = Le zie mie, tue, sue, nostre, vostre, loro.
Rivolgendosi ad una persona avanti con gli anni che non si conosceva, si diceva: Ze-züje = Zio.
Ovviamente era una forma di rispetto per l’età, e poi non era lecito dare del tu agli anziani. Ze-züje, segnerüje add’jì ca jàvete? = Buon uomo, voi dove abitate?