Zequigne

Zequigne s.m. = uccellino implume

Si tratta di cardellino o altro uccellino da canto nato in cattività, implume, appena all’inizio della sua vita, che viene imbeccato dalla madre.

Accettabile anche la grafia zecuigne o zucuigne. Quest’ultimo caso la pronuncia, per la nota regola fonetica della metatesi, risente del trasferimento della vocale ‘u’ dell’articolo. Faccio il solito esempio:
tre zequigne e ‘u zuquigne.

Ringrazio il lettore Enzo Renato per il suo suggerimento.

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2 commenti

  1. Roberto 13 maggio, 2012 5:54 pm

    Il mio professore diceva che l’espressione “mizz quint”, che viene ancora adesso usata per indicare un bambino piccolo molto vivace, derivi da “mizz zequigne” poi accorciato nel tempo.

  2. tonino1939 14 maggio, 2012 5:21 am

    Presumo che mizze quinte, in termini quantitativi, significa semplicemente “cento grammi, un etto”, e riferito ad un bambino iper-attivo ne evidenzia anche la dimensione minuscola, magari in contrasto con la sua vivacità o con la sua intelligenza.

    Già zequigne descrive un uccellino piccolo. Per estensione, in forma aggettivata, può essere riferita al marmocchio vitale.

    Plausibile la derivazione, per contrazione linguistica, da mizze zequigne.

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