Vrascjire
Vrascjire s.m. = Braciere

Recipiente di rame e ottone usato come stufa per riscaldare gli ambienti. Vi si poneva la carbonella accesa coperta di cenere per farla durare a lungo.
Aveva un apposito sostegno con tre piedi di ottone, o a nche come una specie di supporto di legno, chiamati entrambi ‘u pöte-vrascjire = piede del braciere, e si posizionava al centro della stanza da riscaldare.
Sovente, su un apposito supporto di ferro (detto ‘u trepjite, il treppiedi) conficcato nella cenere, si poneva un tegamino di terracotta per cuocere i legumi o il ragù per sfruttare il calore del fuoco del braciere.
Talvolta il braciere era coperto da una bella “cupola” di ottone, bucherellata con fori di varie forme, per evitare dispersione di cenere e cadute accidentali di bimbetti nel fuoco. Bella, ornamentale funzionale. Il braciere veniva così chiamato vrascjire a cambéne = braciere a campana.
Qualcuno chiamava la sola “campana” con l’appellativo ‘u mòneche = il monaco.
Leggete anche la descrizione di un altro accessorio del braciere, chiamato ‘u diàvele, al significato 2).
[...] un’intelaiatura di sottili doghe di legno che si poneva sopra il braciere (vedi vrascjire) con il duplice scopo di asciugare i panni d’inverno, quando il tempo piovoso non consentiva [...]
[...] 2) – Descrive un tubo di latta dal diam. di circa 15 cm e alto un metro circa. Alla sua base era saldato una larga flangia a tronco di cono sempre di latta, bucherellata. Dotato di due maniglie, questo oggetto simile ad un imbuto rovesciato, si poneva al di sopra dei carboni semi accesi del il braciere (vrascjire). [...]