Vìnghje
Vìnghje s.m. = Virgulto, vimine
Si può chiamare anche ‘u vìgne e ‘u vignetjille, o vìnghjetjille.
Ramoscello flessibile, di ulivo defogliato o di salice. Opportunamente intrecciato dà forma a panieri, canestri, rivestimenti di damigiana. All’occorrenza, anche per dare una scudisciata nelle gambe del cane per scacciarlo, o dell’asino per incitarlo, certi di non arrecare troppo dolore nelle bestie.
In italiano si può tradurre, quando specificamente ‘u vìnghje è di olivo, anche con succhione o pollone.
Una volta un giovane agronomo di Manfredonia, chiamato per una consulenza, volle mettere alla prova un olivicultore di Macchia, e gli chiese attraversando con lui il suo uliveto:
- Cosa sono questi?
Il brav’uomo li chiamò come aveva sempre fatto: – ‘i lüpe!
-No! – rispose il saputello – questi sono i succhioni!
L’arguto vecchietto rispose: Sì, ma pe’ mè so sèmbe ‘i lüpe!