Varlére

Varlére s.m. e soprann.= Bottaio, barilaio.

Quando si pronuncia assieme al suo articolo, per un fenomeno fonetico dei dialetti meridionali, la V iniziale del termine diventa U: ‘u uarlére.

In realta tutta la famiglia dei Varlére del 1900 (Zerulo), erano impegnati in edilizia e non a fabbricare barili.

5 commenti

  1. Lino Brunetti 20 Aprile, 2008 12:08 am

    I Varlére erano bottai.

    C’era uno dei Varlére che era alto poco più di un metro e dalla faccia glabra (senza barba) che sembrava un bambino, ma era sfottente e allegro.

    Abitavano di fianco al Cinema Pesante ed era famosa la sua frase: Agghie misse u pöte söpe a ‘na scorze de melöne e me ne so’ jüte lunghe, lunghe, lunghe, lunghe ‘nterre!.

    Da bottai poi sono diventati costruttori edili.

  2. Tonino 20 Aprile, 2008 7:00 am

    Indubbiamente “Mast’Andònje ‘u vàsce” era intelligente se faceva questa feroce auto ironia sulla sua scarsa statura.

    Immaginate un omino che scivola e se ne va LUNGO LUNGO per terra!

  3. Lino Brunetti 20 Aprile, 2008 11:21 pm

    Ad una prima impressione sembra chiaramente una frase autoironica. Riflettendoci sopra, penso che fosse, in verità, un vero e proprio “presa per i fondelli” per tutti coloro che lo ascoltavano!

  4. Tonino 21 Aprile, 2008 6:27 am

    Confermo. Anche io lo ricordo come una persona allegra e vivace.

    Aveva una battuta fulminante diretta a chiunque gli capitasse a tiro. Prima che qlcu lo punzecchiasse trovava il modo di iniziare il dialogo con uno sfottò.

    Dici bene Lino: sfottente e allegro!

  5. [...] Il fabbricante di botti e barili si chiamava varlére. [...]

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