Sduaché

Sduaché v.t. = Svuotare

Svuotare, rovesciare, simile per significato a spasé, ma può essere riferito anche a persone che dopo una grande fatica o una lunga corsa, si buttano a terra per la spossatezza.

Uagnü’, sduacàmece ‘ndèrre! = Raga’ buttiamoci per terra!

Vrejògne, ve süte sduachéte ‘na butt’gghje de vüne! = Vergogna, vi siete scolata una bottiglia di vino.

Il verbo proviene dal latino devacare [svuotare]

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Seffunné

Seffunné v.t. = Occultare, nascondere

Sottrarre un oggetto alla vista o alle ricerche di qcn., riponendolo in un posto recondito, rendendolo introvabile.

Add’jì ca ha’ seffunnéte ‘i bretèlle möje ca ne li tröve? = Dove hai nascosto le mie bretelle, (dato) che non le trovo?

Secondo me deriva da seffónne = in fondo, sul fondo (del mare o di qualche nascondiglio).

A me sembra che siano state nascoste così bene da essere intovabili, come se fossero ‘nfónne ‘u mére = in fondo al mare.

È ammesso dire anche suffunné.

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Sendenzjé

Sendenzjé v.t. = Maledire

Si può usare anche la locuzione Mené ‘a sendènzje = Lanciare una maledizione, invocare la cattiva sorte sulla testa di un avversario.

Si sendènzje non a caso. Ovviamente la maledizione è mirata contro qlcu che si è comportato molto male verso colui che, per reazione, lancia la sendènze.

Praticamente gli augura tante ‘belle cose’: rovina, disdetta, calamità, disgrazia, iattura, abominazione, ecc. ecc. Magari specificamente si predice il genere di guai che, di volta in volta, si sceglie per la rovina del contendente…

L’ho menéte ‘e sendènzje ca ce uà da vènne ‘a chése = Gli ha lanciato una maledizione (a causa della quale) deve vendersi la casa (per tamponare le conseguenze dei numerosi guai che gli capitaranno inevitabilmente a breve).

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Seppundé

Seppundé v.t. = Puntellare

Collocare un puntello, un paletto, un supporto per sostenere. sorreggere qlcs instabile.

‘Stu müre völ’èsse seppundéte = Questa parete ha bisogno di essere puntellato.

È usato anche figuratamente: Dàmme chjiche cöse per seppundé ‘u stòmeche = dammi qualcosa per sorreggere lo stomaco (un vuoto di stomaco richiede un’immediata ingestione di cibo).

Ovviamente il sostegno si chiama seppònde

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Setuéje

Setuéje v.t. = Collocare, situare

Ammesa la forma breve setué.

Porre, mettere in un determinato luogo, in un certo modo, collocare, posare, sistemare.

Scherzosamente si usa questo verbo per significare divorare un cibo abbondante senza fare sforzi, o bere abbondantemente una bevanda alcolica.

Mattöje ce ho setuéte ‘nu litre de vüne = Matteo ha collocato (nello stomaco, ovviamente) un litro di vino.

Apprüme m’agghje setuéte ‘na mezza sìccia chjöne, e döpe so’ scennüte = Prima ho “sistemato” (dentro di me) mezza i seppia ripiena, e poi sono uscito.

Altro sinonimo: attunné = arrotondare, arrotolare, appallottolare qlco da mangiare voracemente.

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Sfastidjé

Sfastidjé v.t. = Spazientire

Irritare facendo perdere la pazienza.

Causare complicazioni, infastidire..

Bàste! M’ha sfastidjéte! = Basta! Mi hai fatto perdere la pazienza!

Ossia mi hai dato fastidio.

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