Accumegghjé

Accumegghjé v.t. = Coprire

Vale per coprire con indumenti pesanti nella stagione invernale, o anche coprire le grazie che possono essere intraviste con vestiti un po’ troppo corti o scollati.

E’ usato anche nei lavori campestri per indicare la copertura della base delle piante con terreno in modo che possa irrobustirsi,e proteggersi dal gelo.

Accummùgghjete bune, ca fé frìdde! = Copriti bene, ché fa freddo!

Accummùgghjàteve, scrufèlle, ca ce vöte tutte cöse! = Copritevi, sfacciate, ché si vede ogni cosa!

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Accuppé

Accuppé v.t. = Scavalcare

Per la somiglianza del suono, si potrebbe essere indotti a pensare che si tratti del verbo italiano “accoppare”, uccidere.

Invece il significato è scavalcare, oltrepassare, saltare un ostacolo, un muretto, un cancello.

Giuà, Giuà, accuppéme ‘a maciöre e cugghjüme ‘i manuèlle! = Giovanni, scavalchiamo il muretto a secco e raccogliamo delle mandorle novelle! (Cattivo consiglio da non seguire…)

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Adacqué

Adacqué v.t.= annaffiare, irrigare

Presumo che derivi dal latino Adaquare.

Operazione da coltivatori o da giardinieri. Bagnare terreni fornendo l’acqua necessaria per coltivarli. Bagnare le piante facendo in modo che l’acqua cada come pioggia.

Me sò scurdéte d’adacqué ‘u vasenecöle = mi sono dimenticato di annaffiare il basilico. Tutti abbiamo in casa un vaso di basilico.

Qunn’jì cré m’jà javezé sóbbete, ca jà jì före p’adacqué i pemedöre = Domattina dovrò levarmi presto, perché dovrò andare in campagna per irrigare le piante dei pomodori.
La struttura dialettale, alla lettera suona così: quando è domani, mi ho da alzare subito, che ho da andare fuori per annaffiare i pomodori…..La frase così tradotta è brutta, vero?

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Addaccé

Addaccé v.t. = Tagliuzzare, pestare, sminuzzare

Operazione specifica che si fa con un coltello su una fetta di lardo (fresco o salato) per sminuzzarlo. Anche colpire ripetutamente il lardo col taglio del coltello e ottenere un ‘battuto’ da soffriggere.

Le nostre bravissime nonne, che non avevano troppe cose nella dispensa, e nemmeno tanti soldi nel borsellino, riuscivano a ottenere con il lardo e la cipolla addaccéte soffritti in poco olio, un po’ di conserva di pomodoro, e un solo chiodo di garofano, un gustoso intingolo per condire le orecchiette, chiamato zucarjille= sughetto, o züche fìnde= sugo finto.

Finto, perché quello ‘vero’, a base di carne bovina (brascjöle) suina (savezìcchia frèške), e ovina (carne e òsse), si preparava solo nelle grandi occasioni.

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Addubbjé

Addubbjé v.t. = Narcotizzare, anestesizzare.

Sottoporre qlcu a narcosi generalmente per eseguire un intervento chirurgico.

L’hanna addubbjé tutta quande? = La devono sottoporre ad anestesia generale?

No, škìtte alla sangiüne = No devono narcotozzare solo gengiva (per l’estrazione del dente).

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Addüce

Addüce v.t. = Addurre

Portare, arrecare. Addurre deriva dal latino AD, a, verso, e DUCERE, menare, trarre

Addüce è un termine antico, usato raramente ora solo dagli anziani e va scomparendo.

Invece tuttora usato dai Montanaro, forse perché, come in tutti i paesi dell’interno, meno contaminato da influssi forestieri. Per esempio a Monte Sant’Angelo addirittura usano il termine latino, quasi tale e quale, cunzuprìne, (lat.consobrinus) per dire cugino.

Ricordo un proverbio citato da mia nonna, classe 1880, originaria di Monte S.Angelo: quanne chjù tjimbe lüce, chjù acqua addüce (clicca).

Quanne vjine da mére, addóceme ‘na zuppetèlle = Quando torni dalla battuta di pesca, portami dei bei pesci da fare a zuppa.

Ringrazio il lettore Salvatore Rinaldi per il suo contrubuto letterario su questo termine.

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