Sfastidjé

Sfastidjé v.t. = Spazientire

Irritare facendo perdere la pazienza.

Causare complicazioni, infastidire..

Bàste! M’ha sfastidjéte! = Basta! Mi hai fatto perdere la pazienza!

Ossia mi hai dato fastidio.

Sfulecé

Sfulecé v.t.= Sturare

Liberare un tubo, un condotto da ciò che lo intasa, o scaccolare le narici.

Specificamente è riferito al bocchino incrostato della pipa.

Sfussé

Sfussé v.t. = Riesumare

Disseppellire, togliere una salma dalla fossa per trasferirla in un loculo di muratura.

Questa operazione, regolata da norme igieniche secondo un Regolamento cimiteriale fissato dal Comune, può avvenire solo dopo un lungo periodo di sepoltura.

Opera eseguita dalbecchinoe dai suoi aiutanti in presenza dei familiari del defunto. Uno spettacolo pietoso che induce a riflettere sulla caducità della vita. Non tutti riescono a sopportarlo.

Quando il frumento si conservava in silos sotterranei, vere e proprie fosse, si usava lo stesso verbo per indicare l’apertura del deposito al momento del prelievo. E Foggia esiste una Piazza chiamata Piano delle Fosse. A Cerignola il luogo delle Fosse per il grano è diventato un’attrattiva turistica.

Sgarrazzé

Sgarrazzé v.t. = Dischiudere

Aprire di poco la porta, la finestra o la serranda, in modo che all’interno entri l’aria ma poca luce in modo che vi rimanga penombra e frescura.

Sgrumé

Sgrumé v.t. = Sgrassare

Specificamente significa togliere il viscidume, ‘ulìppe, dal polpo fresco, mediante “arricciatura” dei tentacoli prima di passarlo in cottura.

Lo stesso dicasi “deviscidare” (scusate questo termine inesistente nella lingua italiana) le anguille. Mia madre usava la crusca o la farina, e mia nonna addirittura la cenere per questa operazione di pulitura del capitone.

Operazioni ben note alle popolazioni locali.

Sguarré

Sguarré v.t. = Lacerare

Lacerare con violenza tessuti di qualsiasi natura: teli, lenzuola, mutande, camicie, tessuti muscolari umani o di bestie.

Significa anche Squartare. Minaccia in realtà mai realizzata da nessuno. Significa: divaricare con forza le altrui cosce sino a divellerle.

Ricordate il proverbio “Chi fé la coske cchiu gròsse d’u cüle, ce lu sguàrre“? = Chi fa una scorreggia più grande del suo culo, se lo lacera…

Richiamo delle mamme affettuose verso i figli intenti a giocare per strada: Mattöje!,…. Mattöje!!… Mattéjooooo!!!! , Pecché ca nen ce vine?!… Mòooje adda venì qua!! Se venghe je allà te sguàrre pe’ mizze!!! = Matteo, Perché non vieni? Adesso devi venire qui. Se vengo io là ti divido in due metà con la forza delle mie braccia.