Scutelé
Scutelé v.t. = scuotere
Muovere e ripetutamente qlco agitando con violenza.
‘U vjinde scutelöje l’àreve = Il vento scuote gli alberi.
Scuotere lo straccio che raccoglie le polvere.
Scutelé v.t. = scuotere
Muovere e ripetutamente qlco agitando con violenza.
‘U vjinde scutelöje l’àreve = Il vento scuote gli alberi.
Scuotere lo straccio che raccoglie le polvere.
Sderupé v.t. = Guastare
Danneggiare irreparabilmente qlco., deteriorare, guastare, disfare, rovinare.
Figuratamente disfare un progetto prima ancora di iniziarne la realizzazione.
Mandare in malora, rompere le uova nel paniere.
Sdrené v.t. = Sfiancare.
Stancare, affaticare eccessivamente, spossare, privare di ogni forza logorare, indebolire gravemente.
Deriva da reni (come l’italiano sfiancare deriva da fianchi): sfibrare, rompere (o rompersi) le reni dalla fatica.
Sduaché v.t. = Svuotare
Svuotare, rovesciare, simile per significato a spasé, ma può essere riferito anche a persone che dopo una grande fatica o una lunga corsa, si buttano a terra per la spossatezza.
Uagnü’, sduacàmece ‘ndèrre! = Raga’ buttiamoci per terra!
Vrejògne, ve süte sduachéte ‘na butt’gghje de vüne! = Vergogna, vi siete scolata una bottiglia di vino.
Seffunné v.t. = Occultare, nascondere
Sottrarre un oggetto alla vista o alle ricerche di qcn., riponendolo in un posto adatto allo scopo.
Add’jì ca ha’ seffunnéte ‘i bretèlle möje ca ne li tröve? = Dove hai nascosto le mie bretelle, (dato) che non le trovo?
Secondo me deriva da seffónne = sul fondo (del mare o di qualche tiretto del comò).
A me sembra che siano state nascoste così bene da essere intovabili, come se fossero ‘nfónne = in fondo al mare.
Setuéje v.t. = Situare
Porre, mettere in un determinato luogo, in un certo modo, collocare, posare, sistemare.
Scherzosamente si usa questo verbo per significare divorare un cibo abbondante senza fare sforzi, o bere abbondantemente una bevanda alcolica.
Mattöje ce ho setuéte ‘nu litre de vüne = Matteo ha collocato (nello stomaco, ovviamente) un litro di vino.
Apprüme m’agghje setuéte ‘na mezza sìccia chjöne, e döpe so’ scennüte = Prima ho “sistemato” (dentro di me) mezza i seppia ripiena, e poi sono uscito.