Scuffelé

Scuffelé v.t. = Abbattere

Riferito all’azione di demolire un edificio, un muro, una parete, un divisorio.

Se qlcs crolla da sé, si usa il verbo riflessivo scuffelàrecev.rifl..

C’jè scuffeléte ‘u müre = È crollato il muro.

Scugné

Scugné v.t. = Spuntare

Contrario di cugné.

Riferito a qualsiasi oggetto appuntito che per il logorio dovuto all’uso, o per trauma accidentale, perde la funzionalità per cui era stato fatto.

Jì cadüte ‘a pènne e c’jì scugnéte ‘u pennüne! = E caduta la penna e si è spuntato il pennino.

C’jì scugnéte püre ‘u lapps = Si è spuntato anche il lapis

Ci so scugnétte tutte e duje i vumere all’aréte = Si sono spuntati tutti e due i vomeri dell’aratro

Scumegghjé

Scumegghjé v.t. = Scoprire

Si intende specificamente il sollevare delle coperte e delle lenzuola. Scoprirsi durante il sonno.

Nella forma riflessiva dicesi scumegghjàrece.

Feccàteve sotte e nen ve jéte scumegghjànne, ca fé frìdde = Ficcatevi sotto le coperte e non vi scoprite, ché fa freddo.

Come imperativo si usa indifferentemente nen ve jéte scumegghjànne!, oppure o nen ve scumegghjéte!

Il primo può avere valore esortativo: non vi scoprite perché potreste raffreddarvi;
il secondo potrebbe essere piuttosto impositivo: non dovete assolutamente scoprirvi.

Scupetté

Scupetté v.t. = Spazzolare

Pulire o lucidare con la spazzola. Togliere residui di capelli dal tovaglioso, briciole di pane, polvere ecc.

Scurzelé

Scurzelé v.t. = Sbucciare

Togliere la buccia, l’involucro, la cotenna, la scorza.

Specificamente significa levare il mallo alle mandorle lasciando in vista la buccia legnosa per ilsuccessivo schiacciamento per liberare il frutto.

Scuscené

Scuscené o şkuşkené = Crollare sotto un peso eccessivo. Esempio: “Nen ce l’ho fatte cchiò, e c’jì skuskenéte” = Non ha retto il peso e si è sconnesso (I Napoletani dicono “scunucchiato”, cioè non sorretto dalle ginocchia).
Può derivare dal fatto che il materasso e i guanciali al mattino appaiono affossati, sopo aver sorretto il dormiente. Quindi sfatti, sformati.