Nduzzé

Nduzzé v.t. = Urtare, cozzare

Urtare frontalmente contro qlco.

Fig. contrastare contrastarsi, scontrarsi

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Necchjé

Necchjé v.t. = Adocchiare

Vedere, osservare, scorgere, individuare (ad es.tra la folla) fissare qlcu o qlco, guardare con interesse o desiderio.

Quando le sartine si ponevano sedute sull’uscio della sartoria, era inevitabile che attirassero i giovinotti.. Noi ronzavamo nei paraggi per scorgere nel gruppetto le figliole più carine. A loro volta, le donzelle, senza sollevare lo sguardo dal lavoro cui erano intente (sàcce accüme facèvene!) individuavano infallibilmente quelli che necchjàvene e ridevano a testa china, apparentemente senza motivo.

Poi ho appreso che ad ognuno di noi veniva all’istante affibbiato un nomignolo, che causava la risatina più o meno sommessa del gruppetto: (senza cüle, jàmme a velózze, ricciolòtte, maškere di gòmme, occhio-magico, ciuffètte, vasciòtte, stralùnghe, ecc. ecc.).

Presumo che necchjé derivi dall’italiano “adocchiare”, per la funzione dell’occhio adoperato in questo verbo.

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Ngacazzé

Ngacazzé v.t. = Incutere timore, terrorizzare

Suscitare, infondere un sentimento di paura o sottomissione in qlcu con minacce velate o tangibili.

Sostantivo derivato “cacàzze” = paura

‘Sti fatte ca succèdene me stànne ‘ngacazzànne = Questi fatti che accadono mi stanno intimorendo.

Nella forma riflessiva ‘ngacazzàrece o ‘ngacazzìrece = intimorisi, impaurirsi.
Oh frèchete, te ‘ngacazzìje per l’ombra töja stèsse = Vergogna! Ti impaurisci della tua stessa ombra!

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Ngalvacché

Ngalvacché v.t. = Accavallare

Accavallare, incrociare, sovrapporre;

‘Ngalvacché ‘i jàmme = accavallare le gambe, incrociarle sovrapponendole.

‘Ngalvacché i fjirre = Accavallare, nel lavoro ai ferri, due maglie per diminuire i punti o per chiudere il lavoro.

Circola tuttora l’errata teoria secondo la quale un torcicollo o un doloroso crampo muscolare viene causato da un impossibile accavallamento di nervi o di tendini.

Tènghe nèrve ‘ngavalchéte ca me fé dulì ‘a jàmme = Ho un nervo accavallato che mi provoca un dolore alla gamba.

Esiste ovviamente il contrario, scalvacché (vedi)

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Ngarré

Ngarré v.t. = Azzeccare

Proviene dallo spagnolo engarrar = acciuffare, colpire nel segn0

Capire la tattica giusta, imbroccare la soluzione adeguata, raggiungere l’obiettivo prefissato, cogliere un successo, riuscire nell’intento, colpire nel segno. Ovviamente tutto questo avviene un po’ per casualità ma molto per determinazione.

Nella forma ‘ngarràrle = imbroccarlo, il significato rivela una valenza molto aleatoria e casuale. Come imbroccare un ambo, o beccare dei soldi al gratta e vinci, o vincere al Totocalcio, o peggio, vincere un concorso indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Eh, a ‘ngarràrle! = Eh, a imbroccarlo! Ossia ma quante possibilità potresti avere, una su trecento mila!

Infatti quando si dice che una persona l’ho ngarréte = l’ha azzeccata, significa che alla lunga il/la consorte si è rivelata persona degna per sentimenti e laboriosità. Quindi che il loro matrimonio è ben consolidato e perciò capace di superare qls difficoltà.

Contrario: sgarré

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Ngasé

Ngasé v.int. e v.t. = Esagerare, Insediarsi

1) ‘Ngasé v.t. = Accentuare, forzare, esagerare un precedente atto o un’azione più tenue.
C’jì ‘ngaséte ‘u vjinde = si è accentuata la forza del vento.
Nel senso di insistere si dice ngasé la méne = calcare la mano.

2) ‘Ngasé v.int. = prendere casa, insediarsi nella casa, solo il questo caso. Il contrario si scasé, sloggiare.

Difatti nella locuzione ‘Nghése e schése= alloggia e trasloca, si definisce qlcn che cambia spesso casa perché sfrattato per morosità. Un poveraccio insomma.

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