Acciacché

Acciacché v.t. = Schiacciare

È ammessa anche la forma ridotta Ciacché.

Comprimere, pressare con forza qcs. appiattendolo, frantumandolo, deformandolo.

Rompere il guscio di frutti come noci, nocciole, mandorle.

Nanònne pe’ guadagné chjiche cöse acciaccöve i mènele = mia nonna per guadagnare qualcosa, schiacciava le mandorle (per conto terzi)

Acciacché l’üve
= Vinificare, deraspare i grappoli.

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Acciaffé

Acciaffé v.t. = Acciuffare, afferrare

Acchiappare, agguantare, abbrancare, ghermire.

Parare, afferrare al volo, acciuffare qlcu che tenta di sfuggire, o di fuggire, sia dal punto di vista sportivo, sia da quello poliziesco, affrontare deliberatamente qlcu che ci evita.

Mò ca t’acciaffe facjüme ‘i cónte!… = Non ora, ma quando ti avrò alle strette faremo i conti!

Sin. angappé = acchiappare, afferrare,

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Acciavatté

Acciavatté v.t. = Arrangiare

Sistemare qlco. alla meglio, con mezzi di fortuna e con risultati non eccellenti.

Acciavatté (o anche ciavatté), così come ciavattöne, hanno origine da “ciabattino”.

Se il ciabattino volesse confezionare le scarpe come fa lo specializzato calzolaio, otterrebbe un risultato di scarso pregio.

Agghje aggiustéte ‘u müre, e jì venüte tutt’acciavattéte = Ho riparato il muro, ed è venuto tutto arrangiato.

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Acciüde

Acciüde v.t. = Uccidere.

Privare della vita, far morire, spec. con mezzi o modi violenti.

Domèneche vulüme acciüde ‘u pùrche, vulüte venì? = Domenica vogliamo uccidere il maiale, volete venire?

Qlcu dice accedì.

Trovo più corretta la prima versione. Infatti l’imprecazione antica è: Ca lu vònne acciüde!
= che lo vogliano uccidere! Non ca lu vònne accedì.

Semmai accedì è la terza persona singolare del verbo uccidere, al passato remoto (scusate la grammatica) come altra versione di accedètte. Insomma come dire: accedìje = egli uccise.

Ah, bisogna ricordare che il verbo, se riferito a una persona, regge il dativo e non l’accusativo….Uffa con questa grammatica….
Insomma in dialetto si dice: Jìsse accedì a Mattöje = Lui uccise (a) Matteo. Metto la “a” solo per fare l’esempio.

Invece si costruisce all’accusativo se riferito a bestie: Jìsse accedètte ‘u pùrche – ‘a mòsche – ‘a jallüne – l’agnjille = Egli uccise il maiale – la mosca – la gallina – l’agnello.

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Acciunghéje

Acciunghéje v.t. = Troncare, mozzare, rendere cionco.

Riferito principalmente agli arti: mozzare le mani, rendere monco, sciancare, amputare.

Un’esagerazione in bocca a una mamma che lo dice con stizza rivolto al figlio disubbidiente!

T’ann’acciunghé li méne! = Ti devono mozzare le mani (visto che non stai mai fermo e combini sempre guai)!

T’ann’acciunghé li jàmme, bótte de sanghe ca nen ce vjine! = Ti dovono amputare le gambe (e magari ti venga un’attacco di emottisi) visto che ti chiamo e non vieni!

Ma tutto questo per scopo didattico ed educativo, detto con amore, anche se sembra truculento.

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Accragné

Accragné v.t. = Accumulare

Deriva da cragne (vedi), cumulo, ammasso, accumulo.

Può essere un sinonimo di risparmiare, racimolare faticosamente.

Agghje fatte tande p’accragné quatte solde..=Ho fatto tanto per racimolare quattro soldi…

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