Abbendàrece

Abbendé v.r. = Calmarsi

Dicesi di breve riposo dopo una lunga corsa, o una lunga fatica fisica e mentale. Ora è di moda dire coffee-break.
Sté sèmbe affaréte! Abbjindete ‘nu pöche! = Sei sempre indaffarato! Calmati un poco!

Per estensione si applica anche agli agenti atmosfersi: c’jì abbendéte ‘ u vjinde = si è calmato il vento.
sin. Abbaché

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Acciunghàrece

Acciunghàrece v.rifl. = Paralizzarsi.

Essere colpito da paralisi, diventare cionco, storpio, sciancato, specie agli arti.

Deriva dall’italiano cionco agg. con vari significati (troncato, mozzato, monco, spossato di stanchezza o debolezza, storpio, sciancato, paralitico).

E che, te sì acciunghéte ‘i méne? = E che, ti sei paralizzato alle mani?

Nòneme sté sèmbe acciunghéte söpe a ‘na sègge = Mia nonna (è paralitica e) sta sempre sopra una sedia (a rotelle).

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Afferràrece

Afferràrece v.rifl. = Azzuffarsi, accapigliarsi

Detto di due o più soggetti, litigare venendo alle mani.

Per chiarire ulteriormente il significato del verbo, si completa l’azione dicendo afferràrece a taccaréte, a mazzéte, a cazzòtte, a mùzzeche, a curtjille= azzuffarsi a legnate, a mazzate, a pugni, a morsi, a coltello.

Fortunatamente c’è sempre qlcu che intervene a dividere i focosi litiganti.

Il verbo è adatto anche a descrivere due cani che si liberano dal guinzaglio dei rispettivi proprietari e si azzuffano volentieri, perché ognuno ritiene che l’altro abbia invaso in suo territorio, delimitato da una bella pisciatina.

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Ammeràrece

Ammeràrece v.rifl = Specchiarsi, riflettersi

Guardarsi in uno specchio o in un’altra superficie riflettente.

Comunque, per evitare equivoci, a Manfredonia diciamo ammeràrece au spècchje. Talvolta anche meràrece au spècchje. Certo uno non può specchiarsi alla parete!

Qui l’influsso della lingua spagnola è evidente. Gli Iberici dicono Miràr e miràrse per guardare e guardarsi. Comunque Leopardi usò il verbo mirare in italiano nella Poesia “Il Sabato del Villaggio”, quando dice che la gioventù del luogo “mira ed è mirata e in cor s’allegra…”

Ecco la coniugazione completa:

Jü m’ammüre au spècchje = Io mi guardo allo specchio
tó t’ammüre ” = tu ti rifletti nello specchio
jìsse ce’ammüre ” = egli si specchia
nüje ce ammeréme ” = noi ci riflettiamo nello specchio
vüje v’ammeréte ” = voi vi guardate allo specchio
löre ce’ammìrene ” = essi si specchiano

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Cuché

Cuché v.rifl. = Coricarsi

Andare a letto per dormire.

Jèmece a cuché = Andiamo a coricarci

Il termine viene dal francese coucher

Si usa anche, con lo stesso significato còleche

Jéteve a còleche = Andatevi a coricare

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Mbupazzàrece

Mbupazzàrece v.rifl. = imbellettarsi, truccarsi

Ovviamente è un’operazione tipicamente femminile. Usare qls cosmetico, anche in maniera vistosa

Il p.p. è ovviamente aggettivato: mbupazzéte = truccata.

Addjì ca te ne vé tuta mbupazzete? = Dov’è che te nei vai tuta imbellettata?

Cjì mbupazzéte bella belle e ce n’ì jüte a ballé = Si è truccata ben bene e se n’è andata a ballare.

L’etimo, secondo me, deriva da püpe = pupa, bambola. Quindi il verbo significa alla lettera “rendersi bella come una bambolina”. Ovviamente questa è una opinione, e, in quanto tale, sempre opinabile.

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