Ngatapìrece

Ngatapìrece v.i. = Fissarsi

Concentrare tutta la propria attenzione e le proprie energie in un’azione, e ostinarsi a portarla a termine, a qualunque costo.

Scherzosamente si canzona un innamorato.

C’jì ngatapüte apprjisse a Caremöle, e nen capìsce cchjù njinde = Si è fissato per Carmela e non capisce più niente.

Te sì ‘ngatapüte a juché ai càrte e nen vüte ca te stànne frecànne bùne e megghje = Sei così preso dal gioco delle carte da non accorgerti che ti stanno imbrogliando alla grande.

Condividi su:
  • Facebook

Nguccé

Nguccé v.i. = ostinarsi, intestardirsi in modo quasi irragionevole.

Incaponirsi, intestardirsi, non sentire ragioni, mettersi in capo, in testa di fare qlcs ad ogni costo.

Quindi la testa c’entra sempre: ficcarsi un’idea in testa, in capo, in zucca. L’ostinato difatti è capacchjöne= testone, o chépa tòste = testa dura!

Penso che ‘nguccé deriva dal simpatico modo abruzzese di chiamare la testa (la còcce).

Non dimentichiamo che l’Abruzzo in Capitanata era di casa per effetto della transumanza delle pecore che per secoli vi venivano a svernare. Quindi c’è all’origine una osmosi, un passaggio di pecore e di termini tra le due Regioni (trattüre, trabbócche, chése-recòtte, fattizze, ecc.)

Un verbo italiano: incocciarsi (a dire il vero ora poco usato) potrebbe essere la traduzione calzante di ‘nguccé.

Quanne Mattöje ‘ngòcce nen lu cunvìnge nescjüne = Quando Matteo si ostina, non lo convince nessuno (a cambiare idea).

Condividi su:
  • Facebook

Nguzzé

Nguzzé v.i. = Desiderare, aver voglia.

Usato prevalentemente in forma negativa, per esprimere il disinteresse, l’assenza di volontà di fare alcuna cosa, per rilassatezza muscolare o stanchezza mentale, o semplicemente per pigrizia.

Nen me ‘ngozze de javezàrme = Non ho alcuna voglia di levarmi (dal letto).

Guarda il proverbio sulla fatica.

Condividi su:
  • Facebook

Nzuré

Nzuré v.i.= Ammogliare

Far sposare, dare moglie a un uomo celibe.

E mò ce ‘nzöre Luìgge! = Non è per ora che Luigi prende moglie!

In forma riflessiva fa ‘nzuràrece = sposarsi, accasarsi, ammogliarsi.
Nen pöte féje l’ati djibbete, ca ce völe ‘nzuré = Non vuole fare altri debiti perché si vuole ammogliare.

Luìgge nen völe capì de ‘nzuràrece! = Luigi non intende sposarsi (non vuol saperne di).

Quando uscirono i famosi Beatles, noi, cazzeggiando, cantavano quel brano famoso She wants you, yeah!. (pron. Scì uonziù jé) Noi lo abbiamo cantato: ce uà nzuré, jé jé

Condividi su:
  • Facebook

Paperesciàrece

Paperesciàrece v.i. = Pavoneggiarsi

La lingua italiana si riferisce al pavone e il nostro dialetto…alla papera.

Tipico della gioventù. Mi vengono a mente i versi di Leopardo nel “Sabato del villaggio”, imparati a memoria mezzo secolo fa, in seconda media;

“Tutta vestita a festa
la gioventù del luogo
lascia le case e per le vie si spande,
e mira, ed è mirata,
e in cor s’allegra…”

Forse ho modificato qualche parola: non ho il testo per verificare.

‘I vì, cüme ce paperescèjene (oppure ce vanne paperescianne!) = Eccoli come si pavoneggiano!

Condividi su:
  • Facebook

Pazzjé

Pazzjé v.i. = Giocare, scherzare

Comportarsi, esprimersi, parlare, discorrere senza serietà e impegno, facendo scherzi, prendendosi gioco di qcn. o di qcs.

Ma tó pazzjìje o fé all’averamende? = Ma tu scerzi o fai sul serio?

Chi si comporta in questo modo faceto è detto pazziarjille

Condividi su:
  • Facebook