Scapulé
Scapulé v.i. = Cessare di lavorare
Chiudere la giornata di lavoro.
Jògge scapuléme chjù tarde, c’hamma fenèsce d’appezzeché ‘i màneche = Oggi cessiamo più tardi (di lavorare), ché dobbiamo ultimare di attaccare le maniche (al vestito)
Scapulé v.i. = Cessare di lavorare
Chiudere la giornata di lavoro.
Jògge scapuléme chjù tarde, c’hamma fenèsce d’appezzeché ‘i màneche = Oggi cessiamo più tardi (di lavorare), ché dobbiamo ultimare di attaccare le maniche (al vestito)
Scasé v.i. = Traslocare
Portar via i mobili e le masserizie da una casa per andare ad abitarne un’altra.
Esiste il sost. ‘Nghése e schése= alloggia-trasloca, per definire qlc che cambia spesso casa perché sfrattato per morosità. Un poveraccio insomma.
Ma ‘ngasé si usa con il significato di prendere casa, insediarsi nella casa, solo il questo caso, perché questo verbo, in altro contesto, significa calcare la mano.
Sciuscé v.i. = Soffiare
Soffiare nel senso specifico di soffiare sul fuoco per attizzarlo, o soffiare dal naso per liberarlo dal muco.
Scióscete ‘u nèse, nen surchjànne = Soffiati il naso, non tirar su.
Scjalepjé v.i. = Parlare con blesità
Parlare con difetto di pronuncia di alcune consonanti (L, R assente o alla francese, S, SH).
Giuànne scialepejöje = Giovanni parla con difetto di pronuncia (non credo che esista in italiano bleseggiare…)
Screscendé v.i. = Lievitare troppo
Detto della pasta, gonfiarsi per effetto della fermentazione del lievito oltre misura con conseguenti cattivi risultati nella panificazione.
Scussié v.i. = Bighellonare, vagare
Spostarsi da un luogo a un altro senza un programma preordinato, spec. per svago o divertimento.
C’entrano le cosse = le gambe, perché dovrebbero stare ferme invece di andare sempre in giro senza il controllo della mammina: (spezzéte de cosse!)