Jalé

Jalé v.i.= sbadigliare

Atto respiratorio involontario che consiste in una lenta e profonda inspirazione a bocca aperta.

Si sbadiglia a causa del sonno o della noia o della fame.

Una delle prime regole di educazione che mi hanno inculcato: quando si sbadiglia bisogna portare la manina alla bocca!

E pecchè? Ca se no trèsene i mosche! = Perché? Altrimenti entrano le mosche (in bocca)

L’etimo è chiaramente latino: halare [sbadigliare]

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Lucchelé

Lucchelé v.i. = Urlare

Si può dire anche altrettanto correttamente lucchelejé

Lanciare grida altissime di dolore, di stizza, si spavento.

Stàtte ‘nu pöche cìtte! Jì da stamatüne ca sté lucchelejànne accüme a ‘nu bummenére= Sta un po’ zitto! ­È da questa mattina che stai urlando come un licantropo….

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Mbracetàrece

Mbracetàrece v.i. = imputridirsi, infradiciarsi

Diventare marcio, decomporsi, diventare fradicio per l’azione dell’acqua.

Deriva da fràcete = marcio, putrido, bacato (se riferito a frutta)

Qlcu pronuncia ‘nfracetàrece, ma sono quelli della nuova generazione. che hanno fatto le scuole dell’obbligo e non sanno che in dialetto quasi sempre il corrispondente italiano “nf” diventa “mb”.

L’esempio che vale per tutti: Manfredonia, in dialetto originale è Mambredònje.

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Mbrascenàrece

Mbrascenàrece v.int. = Ammuffirsi

Ammuffire, guastarsi, deteriorarsi, avariarsi coprendosi di muffa.

Il verbo è specifico per il pane tenuto troppo a lungo e in ambiente non molto asciutto.

Qlcu dice anche mbrajiné.

Mà, ‘u péne c’jì ‘mbrascenéte = Mamma, il pane si è ammuffito.

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Mbrašké

Mbrašké v.i., v.t. = Pomiciare, annullare.

1) Mbrašké v.i. = Stare abbracciato a una persona strettamente e a lungo, scambiando baci prolungati e carezze anche intime.

Gli americani definiscono petting questa azione. In italiano si è accettato il termine, e lo si è arricchito: si dice fare petting spinto per indicare un atto sessuale incompleto.

Ma vuoi mettere come riempie la bocca il bel suono di ‘mbrašké. Qlcu lo abbrevia con rašké che propriamente significa graffiare o grattare furiosamente un tratto di pelle.

Non filosofeggiare troppo su come si dice…petting, petting spinto, mbrašké, rašké…sono solo parole!
Fatti e non parole!

2) Mbrašké v.t. = Annullare una partita a carte prima di iniziare perché uno dei giocatori nel contare le carte si rende conto di averne ricevute in numero maggiore o minore rispetto a quelle stabilite dalle regole del gioco.

‘Mbraške i càrte ca nen sò gióste! = Rimescola le carte e ricomincia la mano perché quelle che hai appena distribuito a ciascuno di noi non sono nel numero dovuto.

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Murì

Murì v.i. = Morire

Cessare di vivere, decedere, perire.

Qlcu usa il trisillabo mu-rì-je, forse per far durare un po’ di più la vita del moribondo. Sté pe murìje = Sta per morire, è in agonia.

Questo verbo non piace a nessuno, ecco perché viene spesso usato al suo posto un eufemismo, che varia a seconda del grado di simpatia ispirata dalla persona deceduta.

Faccio qlc esempio:

Speréje = Spirare
Stènne ‘i pjite = Stendere i piedi (tirare le cuoia)
Accucchjé i calecàgne = Unire i talloni (per posizionare il cadavere nella bara)
Scettéje lu sanghe = Buttare il sangue
Jerecìnne all’allelüje = Andarsene all’alleluja.
Jerecìnne all’àreve d’i chjùppe = Andarsene agli alberi dei pioppi o dei cipressi
Jerecìnne alla glorje d’i cardüne = Andarsene alla gloria dei cardi
Scerecìnne (caricaturale al posto di Jerecìnne) = Andarsene
Chiudì l’ucchje = Chiudere gli occhi
Crepéje = Creparsi
Škattéje = Schiattare
Lassèrece = Lasciarci
Pàrte = Partire
Frecàrece = Fregarsi, annientarsi
Nen ce sté chió = Non esserci
Turnéje a Düje = Tornare a Dio
Jèsse chiaméte dau Padretèrne = Essere chiamati dal Padre Eterno
Avìje l’àtte de rechjéme = Ricevere l’Atto di richiamo (Documento indispensabile atteso con trepidazione dagli emigranti per ricongiungersi al nucleo familiare già sistemato in America)

Requiem æternam…..R.I.P.

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