Duşké

Duşké v.intr. = Dolere

Far male, procurare dolore bruciante, lancinante.

Me so’azzuppéte! Me dóske de chjó ‘u spìrete ca m’a mìsse e no la botte che àgghje pegghjéte = Mi sono ferito! Mi duole più l’alcol che ho usato per disinfettare che il colpo che ho preso.

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Fedarecìnne

Fedarecìnne v.i.= Aver vigore, coraggio

Alla lettera significa fidarsene, nel senso di aver fiducia e consapevolezza delle proprie capacità.

Te la füde de javezàrete? = Te la senti di alzarti (dal letto, dopo la febbre che ti ha divorato stanotte)?

Nen me la füde = Non mi reggo in piedi.

Jògge me la füde de mangiàreme trecjinde fechedìgne = Oggi mi sentirei di trangugiare trecento fichidindia (come San Lorenzo)…Sté verrüte ‘u giòvene = È vigoroso il ragazzo!

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Ferneché

Ferneché v.i. = Formulare pensieri ossessivi, crearsi in mente delle fissazioni.

Ammessa anche la variante fernechjé.

Non è una cosa patologica, come vaneggiare o farneticare, cioè dire cose senza senso.

Alcune persone sanno orientarsi solo e sempre verso il pessimismo. Esse da un nonnulla riescono fernecànne fissandosi, a costruirsi un castello di possibili conseguenze disastrose.

Se queste persone vivono da sole poi, il loro fernecamjinde arriva a spingerle a telefonare nel cuore della notte ai propri cari lontani solo perché magari hanno fatto un brutto sogno che li riguardava. Nel loro modo di vedere le cose il sogno si ingigantisce a dismisura.

Purtatìlle a màmete se no quèdde sté sèmpe a ferneché = Portatela via con te tua madre [per farla stare in compagnia], altrimenti costei pensa sempre ad una cosa [e finisce per impazzire]. Evidentemente la povera signora è appena diventata vedova, e l’invito da un altro parente è rivolto al figlio venuto da lontano per l’occasione.

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Fèrve

Fèrve v.i. = Bollire, fervere, scottare.

Dicesi spec. di liquidi in ebollizione, o con elevata temperatura.

Ma’, l’acque jì assüte a fèrve: pozze mené ‘a paste? = Mamma, l’acqua ha incominciato a bollire, posso calare la pasta?

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Fetì

Fetì v.i. = Puzzare

Dal latino foetere = fètere, puzzare.

Emanare puzzo, odore sgradevole.

‘Stu pèsce accummènze a fetì = Quasto pesce comincia a puzzare.

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Grunghelé

Grunghelé (o Grunnelé) v.i. = Russare fragorosamente.

Etimo sconosciuto, forse onomatopeico (gru-gru-gru). Mia moglie chiese al medico di famiglia se poteva dare a me un rimedio efficace contro il mio assordante concerto notturno. Questa la risposta immediata del nostro dottore: “Signö, skàffele ‘na stambéte!”.

Due sono i casi: o davvero non esiste rimedio, oppure il nostro amico medico non è aggiornato.
In effetti il cerotto sul mio naso non serve a niente, e mia moglie si alza con le occhiaie sempre più marcate…
Ragazzi, è un problema che non va preso sottogamba: rischiamo il divorzio dopo 42 anni di matrimonio felice!

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