Arrazzé

Arrazzé v.i. = Familiarizzare

Acquisire familiarità, fare amicizia con qcn, inserirsi in un gruppo, affiatarsi, fraternizzare, simpatizzare

Che caràttere brótte ca töne Mattöje: n’arràzze pe nescjüne! = Che caratteraccio ha Matteo: non fa amicizia con nessuno! (si estranea, si isola)

Potrebbe derivare da “fare razza” nel senso di prolificare, generare, procreare.

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Arrecrejàrece

Arrecrejàrece v.i. = Godere

Provare godimento fisico, anche sessuale; con valore intensivo: assaporare e gustare pienamente qlcs.

Me sò mangéte ‘nu geléte da Tumasüne: me sò arrecrejéte! = Ho mangiato un gelato da Tommasino: l’ho gustato pienamente (perché era proprio squisito).

Non sto qui a spiegare chi è questo Tommasino, perché TUTTI i Manfredoniani lo sanno (e anche gli ospiti della nostra città che hanno avuto il piacere di assaggiare i suoi celebri gelati).

Me sò fatte ‘nu bàgne all’Acque de Crìste: me sò arrecrejéte! = Ho fatto il bagno nel mare prospiciente la sorgente di acqua salmastra detta Acqua di Cristo, alla periferia est di Manfredonia: ho goduto della grande frescura.

‘Na birra frèške t’arrecröjé
= Una birra fresca ti fa “rinascere”, ti fa godere.

Mi sa che arrecrejé in forma transitiva, derivi proprio da ri-creare, ossia dare nuova vita.

Usata nell’esclamazione: T’arrecrjije! = Te la spassi, te la godi.
Quànne te mànge ‘na farréte t’arrercrjije= Quando ti mangi una “farrata” te la gusti intensamente.

Talvolta è detta sarcasticamente con il significato opposto: te ne accorgerai, te ne pentirai.
Ti se mìsse pe quèdda pèlle? T’arrecrjije! = Ti sei messo (in affari) con quella persona (notoriamente scaltra)? Non sarai soddisfatto della scelta, perché te ne pentirai!

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Arrecrjàrece

Arrecrjàrece v.i. = Gioire, godere.

Essere intimamente contento, gustare intensamente qlco.

T’arrecrije! = Rallègrati.

Ironicamente, si dice a qualcuno che, si vanta delle gesta e non sa che possono rivelarsi dannose. Come per dire: te ne accorgi!

Significa anche avere godimento da uno spettacolo naturale, musicale, teatrale e finanche orgasmo sessuale

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Ascènne

Ascènne v.i. = Scendere

È ammesso anche solo scènne.
I più anziani dicono ascennìje.

Muoversi, procedere dall’alto verso il basso con movimento graduale, a piedi o con un mezzo di locomozione.

Curiosamente il nostro dialetto dà al verbo ascènne il significato di uscire, andare a spasso, per il Corso, passeggiare per il lungomare.

Quann’jì ca da scènne? Quanne me spìcce!= Quando potrai uscire? Quando mi sarò sbrigato.

Vabbè, in dialetto il futuro prossimo o il futuro anteriore non esiste….

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Assalepé

Assalepé v.t. = Issare, salpare

Tirare su e recuperare a bordo qlco., perlopiù l’ancora, dal fondo del mare.

I nostri pescatori si riferiscono anche alle reti: assalepé i rüte = salpare le reti, dopo che sono stare calate alcune ore prima, per ricuperare il pescato.

Anche assalepé i völe = issare le vele (salpare, partire o ritornare a casa dalla battuta di pesca).

Nella forma intransitiva: Detto di imbarcazione, levare l’ancora, sciogliere gli ormeggi e partire; spesso con specificazione del punto di partenza o della destinazione.

süme assalepéte da Bùne-Sàrje ca jöve staggjöne = siamo partiti da Buenos Aires che era estate.
Lunedì àmm’assalepé pe Vènèzzje = Lunedi salperemo per Venezia.

Accettabile anche la dizione assalepéje,salepé, e salepéje.

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Azzuppàrece

Azzuppàrece v.intr. = Ferirsi

Sbattere accidentalmente un arto, un dito, la testa, ecc., contro qlco, ammaccarsi.

- Che te sì fàtte? – Me so’ azzuppéte ‘a chépe = – Che cosa ti sei fatto? – Ho battuto la testa.

Può derivare da azzopparsi, ossia aver battuto uno degli arti inferiori e avanzare zoppicando per effetto del dolore causato dalla contusione.

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