Fèrve
Fèrve v.i. = Bollire, fervere, scottare.
Dicesi spec. di liquidi in ebollizione, o con elevata temperatura.
Ma’, l’acque jì assüte a fèrve: pozze mené ‘a paste? = Mamma, l’acqua ha incominciato a bollire, posso calare la pasta?
Fèrve v.i. = Bollire, fervere, scottare.
Dicesi spec. di liquidi in ebollizione, o con elevata temperatura.
Ma’, l’acque jì assüte a fèrve: pozze mené ‘a paste? = Mamma, l’acqua ha incominciato a bollire, posso calare la pasta?
Fetì v.i. = Puzzare
Emanare puzzo, odore sgradevole.
‘Stu pèsce accummènze a fetì = Quasto pesce comincia a puzzare.
Grunghelé (o Grunnelé) v.i. = Russare fragorosamente.
Etimo sconosciuto, forse onomatopeico (gru-gru-gru). Mia moglie chiese al medico di famiglia se poteva dare a me un rimedio efficace contro il mio assordante concerto notturno. Questa la risposta immediata del nostro dottore: “Signö, skàffele ‘na stambéte!”.
Due sono i casi: o davvero non esiste rimedio, oppure il nostro amico medico non è aggiornato.
In effetti il cerotto sul mio naso non serve a niente, e mia moglie si alza con le occhiaie sempre più marcate…
Ragazzi, è un problema che non va preso sottogamba: rischiamo il divorzio dopo 42 anni di matrimonio felice!
Jalé v.i.= sbadigliare
Atto respiratorio involontario che consiste in una lenta e profonda inspirazione a bocca aperta.
Si sbadiglia a causa del sonno o della noia o della fame.
Una delle prime regole di educazione che mi hanno inculcato: quando si sbadiglia bisogna portare la manina alla bocca!
E pecchè? Ca se no trèsene i mosche! = Perché? Altrimenti entrano le mosche (in bocca)
Jattié v.i. = Bighellonare
Gironzolare, girovagare alla ricerca di prede, come fa il gatto quando mira il topo.
Addu jì’ ca jéte jattjànne? Dov’è che andate gironzolando?
Si riferisce ai giovanotti che cercano di avvicinarsi alla ragazza puntata, camminando “casualmente” e ripetutamente nei suoi paraggi.
Non è detto che invece sia lui la preda mirata dalla donzella, che gli fa credere quello che vuole… Ma questa è storia risaputaquanto il mondo.
Buttare il sangue = Morire
Questo detto viene usato in tono spregiativo o minaccioso.
Quann’jì ca uà jetté lu sanghe? = Quando dovra morire? (questo spregevole soggetto)?
Ha’ da jetté lu sanghe! = Devi morire per emottisi (perdita di sangue dalla bocca causata da lesioni delle vie respiratorie profonde dovute alla TBC).
Se poi non bastasse questo simpatico auspicio, si può aggiungere da ‘nganne = dalla gola (per essere sicuri che si tratti proprio di emottisi).
E se si vuole continuare c’è il finale a pezzéte = a grumi grossi, a pezzi (in modo che l’emottisi sia bella grave, da non lasciare scampo).
Frase completa: Ha’ da jetté lu sanghe da ‘nganne a pezzéte = Auguri…di buona salute?