Anghjané

Anghjané v.int. = Salire

Andare su, spostarsi verso l’alto, spec. con movimento graduale, a piedi o con un mezzo di locomozione.

In dialetto vuole quasi sempre l’avv. söpe = sopra, e regge il dativo, come lo spagnolo: salire sopra a qlco

Anghjané söpe a l’arve = Salire sull’albero.

Anghjané söpe ‘u trone = Montare sul treno.

Anghjané söpe alla nònne = Salire sulla (casa di sua) nonna… Non montare in groppa alla nonna!

Viene ammessa la forma diretta anghjané i schéle = salire le scale. In questo solo caso il verbo è considerato transitivo

Appelecciàrece

Appelecciàrece v.i..= Accapigliarsi.

Detto di due o più soggetti: litigare, azzuffarsi, fare rissa, menarsi reciprocamente, scazzottarsi.

Figuratamente: polemizzare, contrastarsi verbalmente

Appelezzé

Appelezzé v.intr. = Intirizzirsi.

Ghiacciarsi, gelarsi una parte del corpo, fino a ridurne i movimenti e le sensazioni;
Prendere freddo intenso per la prolungata e forzata permanenza sotto le intemperie.

Uagnü’, arreteràmece ca ce süme appelezzéte a sté quà! = Ragazzi, torniamo a casa ché ci siamo intirizziti a restare qui!

Arrapàrece

Arrapàrece v.i. = Eccitarsi sessualmente

Eccitazione sessuale che prende i soggetti giovani alla vista di coetanei dell’altro sesso.

In italiano esiste il termine attizzare, v.t., ma si riferisce all’azione che fa una persona con il suo atteggiamento verso un’altra. Io attizzo te, io eccito te, io attiro te.

Nel nostro caso invece uno si eccita da sé, alla sola vista del potenziale partner, anche se questi è ignaro delle attenzioni altrui.

Arrecrjàrece

Arrecrjàrece v.i. = Gioire, godere.

Essere intimamente contento, gustare intensamente qlco.

T’arrecrije! = Rallègrati.

Ironicamente, si dice a qualcuno che, si vanta delle gesta e non sa che possono rivelarsi dannose. Come per dire: te ne accorgi!

Significa anche avere godimento da uno spettacolo naturale, musicale, teatrale e finanche orgasmo sessuale

Ascènne

Ascènne v.i. = Scendere

È ammesso anche solo scènne. I più anziani dicono ascennìje.

Muoversi, procedere dall’alto verso il basso con movimento graduale, a piedi o con un mezzo di locomozione.

Curiosamente il nostro dialetto dà al verbo ascènne il significato di uscire, andare a spasso, per il Corso, passeggiare per il lungomare.

Quann’jì ca da scènne? Quanne me spìcce!= Quando potrai uscire? Quando mi sarò sbrigato.

Vabbè, in dialetto il futuro prossimo o il futuro anteriore non esiste….