Caggéne

Caggéne s.m. = Gabbiano

Uccello acquatico, con ali bianche bordate di nero, becco affusolato e zampe palmate, comunissimo in tutte le località di mare.

Dalla riva i bambini gridavano ai gabbiani, modulando due note (sol-sol, mi-mi): Alì, caggéne, ‘u pèsce a mére! = Attenzione, gabbiano, c’è un pesce a mare, proprio sotto di te!

Insomma indicavano ai volatili che nei paraggi c’era una preda, come se quelli fossero distratti. Lo scopo era dell’invito era di vederli in azione mentre si tuffavano. Eravano convinti che se loro non avessero gridato, i poveri animali sarebbero rimasti a pancia vuota…

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Cagnùle

Cagnùle s.m. = Cannello

Notoriamente quando per scrivere si usava il calamaio e la penna, questa si suddivideva il tre parti: ‘U pennüne, l’asteccjùle, e ‘u cagnùle = Il pennino, l’asticciola e il cannellino.

Quest’ultimo era fatto di latta come un piccolo tubicino. In uno dei due fori si inseriva la bacchettina di legno e dall’altro lato del tubicino, che era un po’ sagomato ad hoc, il peduncolo del pennino d’acciaio.

Con l’invenzione della penna a sfera è passato tutto all’antiquariato.

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Calamére

Calamére s.m. = Calamaio, calamaro

1) Calamére = Calamaio, contenitore di inchiostro. Serviva per intingervi il pennino per scrivere elegantemente, o la penna stilografica (non a cartucce) per aspirarne l’inchiostro.

2) Calamére = Calamaro (Loligo vulgaris): è un mollusco cefalopode dal corpo allungato a forma di cono, sul dorso in posizione laterale si trovano due grandi pinne che nell’insieme formano un rombo, la testa sporge dal mantello con gli occhi in posizione laterale e attorno alla bocca si trovano quattro paia di braccia ed un paio di tentacoli che si allargano all’estremità a formare la cosiddetta clava, ricca di ventose poste in quattro serie.

La conchiglia è interna a forma di spadino.

Il colore è rosa-violaceo, con punti più scuri bruno rossicci. Può raggiungere una misura di 30-40 cm è più comune attorno ai 15 cm.

Spesso il calamaro, molto più pregiato, viene confuso con il totano. Si può facilmente riconoscere osservando le pinne, nel calamaro coprono metà della lunghezza totale del mantello, nel totano si trovano inserite all’estremità inferiore.

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Calandröne

Calandröne s.m., soprannome = Calandrella

La Calandrella (Calandrella brachydactyla), è un uccello passeriforme della famiglia degli Alaudidae, diffuso in Europa. Al Nurd Europa è migratore, da noi è stanziale.

Il soprannome probabilmente è stato dato a qlcu che andava sempre a caccia di questi passeracei.

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Calannàrje

Calannàrje s.m. = Lista, elenco, programma.

Specificamente si dice che qlcu o qlco non è a calannàrje se è imprevista, inaspettata. Ora i Manager Aziendali dicono che non è in Agenda, in Planner.

Statte cìtte ca ne stjive pe njinte a calannàrje = Taci tu, che non eri stato preso per nulla in considerazione (non eri nella lista).

Forse deriva da calendario, sul quale sono elencati ben 365 Santi e altrettanti giorni.

Canté ‘u Calannàrje.

Significato cattivo: Bestemmiare e imprecare contro tutti i Santi presenti nel Calendario. Incivile.

Significato simpatico: Elencare a qlcu tutte le sue malefatte, taciute per il quieto vivere. Ora Basta!
L’agghje cantéte ‘u calannarje = Ce l’agghje dìtte quàtte ‘nde la fàcce!.

Di significato analogo: Sfelé ‘a cröne

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Calcagnére

Calcagnére s.m. = Spronatore

Viene da calcagnare v.i. (ant.), dare di sprone, battere i calcagni sui fianchi del cavallo per incitarlo al galoppo.

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