Bedèlle

Bedèlle s.m. = bidello.

Chi è addetto alla pulizia dei locali scolastici e alla sorveglianza degli allievi.

E’ passato ad essere un soprannome azzeccato.

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Beföne

Beföne s.m. = Malattia del frumento.

Stagonosporiosi o Carbone del frumento.

Per estensione, se qualcuno mostra di sragionare, si addita come uno che töne ‘u beföne ‘nde la chépe = ha il marcio nel cervello.

Più pittoresca la frase : tòcche de beföne = ha un tanfo di marcio (nella testa)

Viene chiamato così anche il tanfo di muffa che si avverte nei locali umidi: föte de beföne = puzza di muffa.

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Bèlle-giòvene

Bèlle-giòvene s.m. = Erba Cedrina, Limoncina

Pianta aromatica (Lippia Citriodora o Lippia thryphhilla) coltivata nei giardini di Macchia, e talvolta in vaso. Ha un intenso profumo. I giovinotti fino agli anni ’50 si stropicciavano un paio di foglie di cedrina sulle mani e sulla fronte e portavano addosso a lungo la sua gradevolissima fragranza, prima di andare a ballare.

Forse per questo vezzo maschile alla pianta è stato affibbiato il nome, intuibile di bèlle giòvene = bel ragazzo in cerca di conquiste.

Le nostre nonne, utilizzandone fiori e foglie, ottenevano un aromatico liquore digestivo. Ormai, con Acqua e di Colonia e Liquori di gran Marca (tutti prodotti industriali) la coltivazione di questa pianta è andata del tutto in disuso, almeno dalle nostre parti.

Ringrazio Enzo Renato per il suggerimento.

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Belòcche

Belòcche s.m. = Boccolo

Lungo ricciolo di capelli, avvolto a spirale,

Mia nonna aveva un attrezzo di ferro, tipo forbici, con le “lame” di ferro a tondino: era l’arriccia capelli!

Riscaldava il marchingegno al fuoco del braciere e poi velocemente vi avvolgeva su una sola stecca a tondino i suoi lunghi capelli, e li fermava con l’altra lama per pochi secondi. Sfilandolo i capelli, per effetto del calore, rimanevano avvolti e tesi, come la pasta dei cannoli alla crema.

Quello era un belòcche (con la ò larga) al singolare. Al plurale si pronuncia belócche, (con la ó stretta). Normalmente si usava al plurale per indicare una capigliatura riccioluta.

Ninètte c’jì fatte i capìlle a belócche a belócche = Ninetta si è conciata la capigliatura tutta a bioccoli.

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Benedìtte

Benedìtte s.m. = Benedetto

Non ha nulla a che vedere con la liturgia cristiana.

Il “Benedetto” è una pietanza che trae il nome dall’epoca in cui si prepara, ossia nel periodo di Pasqua.

‘U Beneditte contiene cardi, salumi affettati, caciocavallo, uova sode. Una vera bomba di calorie, adatta ai deperiti, bisognosi di una alimentazione ipercalorica.

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Benghéle

Benghéle s.m. = Bengala, Razzo

Fuoco d’artificio dai colori vivaci; razzo luminoso usato per segnalazioni e, in operazioni belliche, per individuare i bersagli di notte; significa anche cilindro fumogeno, usato per segnalazione, e qualche volta allo stadio con fumi variamente colorati.

In dialetto ha assunto una valenza negativa perché definisce qlcu lungo e fessacchiotto.

Si diceva, per esempio: Sì pròprje accüme a ‘nù benghéle, tutte füme… = Sei proprio come un bengala, tutto fumo…

Oppure ad uno molto alto e snello, in modo accrescitivo: Bengalöne

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