Gréndìnje

Gréndìnje s.m. = Granoturco, Mais

Il mais (Zea mays) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Graminacee (tribù delle Maydeae).

La pianta proviene dall’America centro-meridionale ed il suo nome ha origine arauca (maiz).

Portato in Europa da Cristoforo Colombo. Nel corso degli ultimi secoli la sua coltivazione si è diffusa in tutto il mondo. Il nome dialettale, alla lettera, significa grano d’India. come ‘i pepedigne (paperone=pepe d’India e i fechedìgne = Fico d’India. Sono prodotti arrivati dalle Americhe, chiamate, subito dopo la loro scoperta, Indie Orientali.

Per riferirsi al mais in lingua italiana si utilizzano perlopiù sinonimi diversi, tra i quali granturco o granoturco, granone, formentone, formentazzo, grano siciliano, melica o melega, biava; quasi tutti derivati da dialetto locali o lingue minoritarie

Nelle nostre zone era coltivato per ricavarne becchime. Nel Nord Italia prevalentemente per l’alimentazione umana e in tempi più recenti per ricavarne olio di semi abbastanza apprezzato.

(Foto di Umberto Capurso)

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Gröche

Gröche agg., s.inv.,sop. = Greco

come aggettivo: della Grecia, ellenico, relativo alla Grecia;

come sostantivo:
a) Nome di un vento che spira da Nord-Est (‘U Gröche appeccéte = infuocato), il più pericoloso per i pescatori del Gargano;

b) Persona nata in Grecia o di origine ellenica.

c) Soprannome ‘U Gröche

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Grogrè

Grogrè s.m. = Gros-grain

Termine tecnico di sartoria.

Indica un nastro di altezza variabile fino a 10 cm, di tela a grana grossa (da cui il francese gros-grain), piuttosto rigido, usato per irrobustire la fascia superiore delle gonne, corrispondente al giro vita.

Viene cucita nel risvolto, in modo che non rimanga a vista.

La pronuncia manfredoniana è quasi uguale a quella francese

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Guèrcje

Guèrcje s.m. agg. = Guercio

Chi è privo della vista o vede male da un occhio.

Sté arrevanno ‘u guèrcje (sost.) = Sta arrivando il guercio.

‘Stu povere giovene jì guercje (agg.) = Questo povero giovane è guercio.

Esiste anche un soprannome

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Imbègne

Imbègne s.m. = impegno

Vincolo morale, obbligo che si stabilisce con il proprio prossimo.

Me so pegghjéte l’imbègne e l’agghja fé = Mi sono preso l’impegno, e lo devop fare.

Una delle poche parole dialettali che conservano la i iniziale. Di solito cade: per esempio il verbo impegnare si traduce in ‘mbegné

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Jaddenére

Jaddenére (o jallenére) s.m. = Pollaio

Piccolo fabbricato o recinto nel quale si tengono polli, galline, ed eventualmente altri animali da cortile.

Chiaramente come il termine pollaio deriva da pollo, così jaddenére deriva da jaddüne = gallina.

Rammento che molti termini del dialetto terminanti in -dde in questi ultimi decenni si sono trasformati per l’uso in -lle, come ad esempio:

cepodde, cavadde, martjidde, ora diconsi cepolle, cavalle, martjille.

Forse erano ritenuti troppo zotici e si è voluto ingentilirli.

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