Alózze
Alózze s.m. = Merluzzo o nasello

Viene chiamato anche lózze dagli anziani e con vocabolo molto italianizzato merlózze/merluzzètte dai giovani.
È un pesce marino (Merluccius merluccius) di grande importanza per le marinerie mediterranee ed europee. Viene pescato sia con reti a strascico che con palamiti. Le carni sono delicate e molto digeribili, consumate spesso lesse. I piccoli esemplari sono indispensabili per la caratteristica frittura di paranza.
Il merluzzo nordico (Gadus morhua), pescato nei mari freddi viene consumato essiccato (stoccafisso) o salato (baccalà). Da questo si ricava l’olio di fegato di merluzzo, notevolissimo apportatore vitamine, usato per sostenere i bambini rachitici.
Amimùrte (L’)
Amimùrte (L’) s.m. = La Commemorazione dei Defunti (per il mondo cattolico: il Due novembre)
È contrazione di: l’aneme ‘i mùrte = le anime dei morti.
Taluni lo pronunciano proprio così, l’ànemimùrte; altri anche l’àlmimùrte, con evidente influsso spagnolo [alma = anima]; altri ancora così come nel titolo, l’àmimùrte, con influsso francese [âme, âmes = anima, anime].
Una volta era una data molto attesa dai bambini, perché a Manfredonia, al contrario di ciò che avviene nel resto del mondo, sono i “morti” che portavano dei doni nella calza, un paio di mesi in anticipo rispetto alla Befana.
Ora per scopiazzare i popoli anglosassoni, è di moda anche alle nostre latitudini festeggiare Halloween, scherzetto o dolcetto…
In Sardegna si svolge il rito de Is Animeddas (Le Streghe), de Su bene ‘e is animas, o de su mortu mortu, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni. Questo rito in Molise viene chiamato l’anim’ de le murt”.
Vi consiglio di visitare questo post pubblicato sul “vecchio” blog “il manfredoniano.com“:
Ammeraglje
Ammeraglje s.m. e soprann. = Ammiraglio
Ufficiale della Marina militare di grado elevato, corrispondente a generale.
Il soprannome può derivare dall carica di ammiraglio o dal cognome Miraglia, molto diffuso nel sud Italia
Amöre
Amöre s.m. = Amore
Sentimento intenso ed esclusivo verso qcn., spec. una persona dell’altro sesso, basato sul desiderio erotico e sull’affetto. Nella religione cristiana, somma benevolenza di Dio verso le creature e anche slancio spirituale dell’uomo verso Dio e il prossimo.
Fé l’amöre = Essere fidanzato/a (alla maniera antica, in totale assenza di sesso, almeno all’apparenza).
In altre parti d’Italia, la stessa locuzione “fare l’amore” o “fare all’amore” significa accoppiarsi sessualmente.
Nen tenì amöre de…= Non aver affezione per la casa, il lavoro, la compagnia.
Vè škìtte scussjànne, nen töne nesciüne amöre de chése = Va sempre bighellonando, non ha alcuna affezione per la casa.
Appicciafùche
Appicciafùche s.m. = Attaccabrighe, litigioso, rissoso.
Persona polemica, che tende facilmente a litigare, ad iniziare un dissidio, a provocare litigi, a fomentare contrasti e discordie.
Gli appicciafùche vivono nel nostro stesso palazzo, ed esercitano la loro prerogativa solo nelle assemblee condominiali, mentre al di fuori delle quali sono e si comportano da persone del tutto normali.
Sinonimo: appeleccjuse., che facilmente si appelìcce, si azzuffa. A Matera li chiamano appìzzeca-lìte.
Equivocando scherzosamente può significare fuochista, addetto al forno a legna, che accende il fuoco, così com’è il significato letterale del sostantivo (appicciafùche = ‘accende-fuoco’).