Cavezöne

Cavezöne s.m. = Calzoni, pantaloni

I puristi dicono che pantalone è un francesismo, e che in italianoi si deve dire calzoni, al plurale, come pinze, tenaglie, forbici, occhiali, perché formati da due elementi distinti quantunque uniti.

In dialetto diciamo ‘u cavezöne, come se fosse al singolare. Difatti due pantaloni si dice düje cavezüne.

Una volta si diceva che in casa è l’uomo che porta i calzoni, come per dire che ha autorità sulla moglie e sui figli.

Già, una volta.

Condividi su:
  • Facebook

Cavezöne alla zuàrre

Cavezöne alla zuàrre s.m. = Pantaloni alla Zuava

Alla zuàrre = Alla zuava, alla maniera degli Zuavi, spec. con riferimento a capi di vestiario di foggia simile alla divisa degli Zuavi.

Specificamente le gambe dei pantaloni non arrivavano alla caviglia, ma erano fermate sotto il ginocchio, con un bottone o un laccetto, e ripiegate ognuna in modo da formare uno sbuffo.

Erano i primi calzoni lunghi che un ragazzo indossava dopo essere andato con i calzoncini corti fino ai quattordici anni.

Erano un po’ curiosi. Li portavano anche gli adulti, in abbinamento a calzettoni a disegni a rombi e con colori scozzesi.

Fortunatamente sono andati fuori moda negli anni ’50.
(Vedi: Zuavi)

Condividi su:
  • Facebook

Cavezunètte

Cavezunètte s.m. = Mutandina

Precisamente la mutanda di cotone tipicamente maschile, con gambetta e apertura anteriore chiudibile a bottoncino. Ora si chiamano boxer sulla guisa dei grossi mutandoni usati dai pugili (boxeur).

È un termine non più usato. Ora semplicemente si dice ‘u mutande, quello da uomo e ‘u brachessüne quello da donna.

Condividi su:
  • Facebook

Cavezungjìlle

Cavezungjìlle s.m. = Calzoncini (alim.)

Dolce natalizio.

Calzoni di pasta sfoglia dolce con ripieno di miele, o ricotta, cioccolato, noci e canditi.

Una volta quando il cacao era un lusso, si imbottivano di ceci lessati, mosto cotto,e cannella.

Condividi su:
  • Facebook

Cazze

Cazze s.m. = Pene

Apparato genitale esterno maschile. Il pene è l’organo riproduttivo maschile, costituisce l’ultimo tratto delle vie urinarie, e viene chiamato anche membro virile.

Viene usato nel linguaggio normale quale rafforzativo di un concetto, o come senso di impazienza, senza pensare a tanti sofismi sul significato:

Che cazze vé truanne? = Chi stai cercando? (Si vede che è nervoso?)

Addu cazze stéje ‘stu cazze de ‘mbrèlle? = Dov’è finito l’ombrello? (Si nota che ha fretta?)

C’jì presentéte cazze cazze = Si è presentato senza essere stato invitato (Si vede che è infastidito?)

‘Stru càzze ‘mpernacchiéte = Questo minchione addobbato con pennacchi (Si vede che è ridicolo e sciocco?)

Si’ proprje ‘nu chéca cazze = Sei proprio un rompiballe

Ha purtéte ‘sti cazze de dìsche? = Hai portati questi accidenti di dischi?

Töne ‘a chépe de càzze = Costui ha la testa senza discernimento, senza cervello, come un glande.

Grazzje au cazze! = Ti ringrazio per quello che mi stai dicendo, ma io lo sapevo già da tanto tempo. O anche: è ovvio che le cose siano così, non c’è bisogno di intervenir: hai fatto la scoperta dell’acqua calda! (Quelli più fighetti dicono: Grazzje a Orazzje = Ringraziamenti al sig. Orazio)

Gli esempi possono continuare all’infinito: la fantasia non ha limiti.

Curiosità: il sostantivo in lingua italiana pene, dal latino pènem, acc. di pènis, probabilmente è stato costruito sul verbo latino/italiano pèndere. Quindi “pene” = quello che pende, che penzola.

Con il beneplacito dei maschietti che si vantano tanto delle loro capacità di sostenere prolungate erezioni….

Condividi su:
  • Facebook

Cazze ‘u Rè

Cazze ‘u Rè s.m. = Donzella

Pesce di mare dell’ordine dei Perciformi, fam.delle Labridee, genere Coris, specie Coris Julis. Vorace, cresce su fondali rocciosi o di Poseidonia, fino a100 m. di profondità. Raggiunge la lunghezza massima di 20 cm.
Viene erroneamente considerato di scarsa qualità, e perciò commercialmente non interessante.
Invece ‘u càzze ‘u Rè nella nostra ciambòtte, fa la sua porca figura (scusate il toscanismo alla Benigni).

La donzella è un pesce ermafrodita: gli individui (sessualmente attivi ad 1 anno) nascono femmine e invecchiando diventano maschi. Studi hanno dimostrato che tutti gli individui che superano i 18 cm sono esemplari maschili. Il cambio di sesso dura circa 5 mesi. Le uova, giallo-trasparenti, sono deposte tra aprile e agosto.

Nomi regionali :
Abruzzo signurinella
Puglia cazze de re (Bari), cazzu di rre (Salento)
Sardegna ziguella, pisciu re
Sicilia pizzirè, viriola, minghia di re, viola
Toscana cazzo di re, nicchio

Sono curioso di sapere perché si chiama in questo modo. Che possa avere la forma fallica è ammissibile, ma perché del Re?
Forse perché molto decorativo: cliccate sul rettangolino blu e vedrete l’ingrandimento della foto.

Condividi su:
  • Facebook