Úve

Úve s.m. = Uovo

Da non confondere con Üve = uva

Al plurale suona öve uova

Negli animali ovipari, cellula germinativa (fecondata o no), ricoperta da un guscio o altro materiale protettivo, fornita di notevoli riserve nutritive. L’uovo viene espulso dal corpo materno prima che l’embrione si sviluppi. (uova di uccelli, di pesci, di rana)

Quello usato in cucina è generalmente l’ùve de jallüne = l’uovo di gallina. Eccezionalmente si adoperano l’ùve de pàpere o l’ùve de vìcce = l’uovo di oca o l’uovo di tacchina.

Böna Pàsque, e quìste so’ l’öve! Scherzosamente si ripete questa frase, che un bambino incaricato dalla madre di portare un cestino di uova in regalo per Pasqua a qlcu recitò tutta d’un fiato, quando da adulti facciamo gli auguri di Pasqua agli amici più intimi.

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Valanzüne

Valanzüne s.f. s.m. = Bilancina, cavallo d’appoggio

Non si tratta di una bilancia di precisione, quella usata dai farmacisti o dai tossicodipendenti.

1) Valanzüne s.f. = Bilancina, bilanciere.
È un’asta di legno cilindrica lunga cm 80 e di diametro di circa cm 10. Dalle due estremità partono due funi che si allacciano i finimenti del cavallo da tiro, e dalla parte centrale un gancio che si fissa al carrettöne=carro grande.

2) Valanzüne s.m. = Cavallo d’appoggio.
Per estensione si intende (‘u valanzüne, al maschile) il cavallo di appoggio a quello collocato tra le stanghe del carretto, che di solito è più forte e più affidabile, quando si prevede di trainare dei pesi considerevoli o di affrontare un percorso che comprende delle salite.

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Vambógghje

Vambógghje s.m. = Truciolo

Striscia più o meno sottile di materiale, generalmente arricciata, che si asporta da un pezzo di legno o di metallo lavorandolo con una pialla o con altre macchine utensili.

Deriva, secondo me da vàmbe = vampa, fiamma per la facilità con cui si possono accendere. Usata come esca per preparare un fuoco più grande.

Famosa la gag del clown, che aveva posto gli occhiali verdi al suo ciuchino in modo che scambiasse per erba di prato i trucioli che gli aveva propinato per desinare.

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Vannüne

Vannüne s.m. = Puledro

Cavallo di tenera età, puledro, chiamato anche vannenjille o peddìdre.

Veniva attaccato al bilancino più per fargli fare movimento che per obbligarlo al tiro del carretto.

Delizia dei bambini per la sua docilità.

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Vapöne

Vapöne s.m. e soprann. = Vapore

1 ) Stato aeriforme di una sostanza, raggiunto per ebollizione

2) Macchina, veicolo o natante che funziona sfruttando l’energia prodotta dal vapore (locomotiva e più specificamente natante)

Si tratta anche di un soprannome locale: Mecöle ‘u vapöne originata dal fatto che un antenato fu marinaio su una nave a vapore, all’epoca chiamata semplicemente ‘u vapöne = il vapore, dal tipo del suo propulsore.

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Varlére

Varlére s.m. e soprann.= Bottaio, barilaio.

Quando si pronuncia assieme al suo articolo, per un fenomeno fonetico dei dialetti meridionali, la V iniziale del termine diventa U: ‘u uarlére.

In realta tutta la famiglia dei Varlére del 1900 (Zerulo), erano impegnati in edilizia e non a fabbricare barili.

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