Ùcchje

Ùcchje s.m. = Occhio

Organo della vista, che percepisce gli stimoli luminosi e li rimanda al cervello che li traduce in immagini.

Affettuoso rimprovero a qlcu permaloso/a:

Nen te pozze düce manghe che bell’ùcchje ca tjine ‘mbacce! = Non posso dire nemmeno: che begli occhi che hai in viso!

Add’jì ca töne l’ucchje töne ‘i méne = Dove ha gli occhi ha le mani.

Constatazione della vivacità del bimbo: tocca tutto ciò che vede.

Torce l’ùcchje = Torcere gli occhi. Provare un grosso spavento.

Mò, acüme ce avvecjüne ‘nu giòvene, Mariètte torce l’ùcchje = Ora come si avvicina un giovanotto, Marietta prova terrore (forse perché ha avuto una precedente delusione amorosa, e per ora non vuole più saperne di giovanotti)

Condividi su:
  • Facebook

Uéte

Uéte s.m. = Accesso

Accesso, passaggio, varco, luogo attraverso il quale si passa, per esempio, in una recinzione, in una “chiusa”, ossia un uliveto o un mandorleto.

Anche i due pilastrini, in muratura o in ferro, che sorreggono la cancellata di accesso.

Frangì, ha viste se sté serréte ‘u uéte? = Francesco, hai controllato se è chiuso l’accesso?

Forse proviene, per estensione, da “guado”= attraversamento di corso d’acqua a piedi, a cavallo o con un veicolo.

Condividi su:
  • Facebook

Ugghjaréle

Ugghiaréle s.m. = venditore ambulante di olio.

Non credo in italiano esista il termine oleovendolo (come pescivendolo) oppure olearo e oliaio (come casaro, lattaio) o anche oliere…(come barbiere)….No,oliere mi sembra che faccia pariglia con saliere e pepiere…..

Comunque ci siamo intesi: l’ugghjaréle era una persona che, con un recipiente di latta legato al portapacchi della sua bicicletta condotta a mano, girava a piedi per le strade di Manfredonia richiamando le massaie con il suo grido prolungato: Uhé l’ùgghje, uhé l’ùuuuugghje! = Ohé, l’olio!

Se qualcuna lo chiamava, appoggiava la bicicletta alla parete e misurava con il suo decilitro di latta la quantità richiesta. Se una voleva “mezza misura” – ossia anche a 50 cc. per volta, perché non sempre la massaia disponeva di soldi per comprarne a litri – il suo occhio esperto sapeva dosare esattamente metà del suo misurino da mezzo quinto (100 cc.).

L’ugghjaréle è una figura ormai scomparsa, come quasi tutti gli addetti al commercio ambulante di Manfredonia.

Una volta giravano con i carrettini, o con cesti e panieri portati a braccio, molti merciai che vendevano latte, carbone, frutta, bottoni, lucido per scarpe, occhiali, aceto, pesci, castagnaccio, bustine di shampoo Palmolive, lana filata per maglieria, verdure, capperi, gelati, corbezzoli, stoffe, còzzele e carècchje uhé!. Addirittura il cavadenti (‘u türa-jagnéle) era ambulante!

Da non confondere con ugghjarüle.

Condividi su:
  • Facebook

Ugghjarüle

Ugghjarüle s.m. = Oliera, orzaiuolo


1) Oliera. Ampolla o altro recipiente con beccuccio usato a tavola per versare l’olio sui cibi da condire.
Quello pugliese è di latta saldata o di acciaio inox, con coperchio incernierato e beccuccio lunghissimo. State certi che è meglio del salvagocce, perché non fa perdere inutilmente il prezioso condimento.

2) Orzaiolo. Infiammazione suppurativa delle ghiandole sebacee della palpebra, che si forma nello spessore di questa e si apre sull’orlo libero e sulla superficie congiuntivale, risolvendosi per lo più spontaneamente.

Condividi su:
  • Facebook

Ùgghje

Ùgghje s.m. = Olio

Sostanza liquida insolubile in acqua, di origine vegetale, animale o minerale, con caratteristiche proprie per ogni tipologia.

L’olio vegetale, dalla notte dei tempi, dalle nostre parti è stato sempre e solo quello ricavato dalla coltivazione dell’olivo. Si usava solo per uso alimentare e con parsimonia, altrimenti c’era il rischio che comparissero delle croste sul cranio (i scorze ‘nghépe).
Sappiamo tutti che è un prodotto pregiato della nostra Puglia, checché ne dicano i Toscani e i Liguri, che forse hanno saputo meglio reclamizzare l’olio della loro Regione convincendosi che sia ciascun il migliore d’Italia.

Gli oli ricavati dai semi di girasole, di soia, di vinaccioli, di colza e da chissà quali altri semi e propinati come sostituti di quelli di oliva sono un’offesa alla nostra cultura alimentare mediterranea millenaria.

L’olio di semi “per fritture”, dal costo infimo, e reclamizzato come “più leggero”, è una contaminazione americana degli anni ’60. Io sono fondamentalista anche nell’alimentazione non lo adopero mai.

L’olio minerale, ricavato dalla distillazione del petrolio greggio, è usato come lubrificante nei motori a scoppio (a combustione interna) molto apprezzato e costoso.

Quello animale, come quello ricavato dal fegato di merluzzo, ricchissimo di vitamine e sali minerali, era usato come ricostituente per combattere il rachitismo dovuto a carenze alimentari. Ora i nostri bimbi hanno il problema inverso, quello dell’obesità….

Ricordo che a scuola nell’mmediato dopoguerra, quando tutti risultavamo ipo-alimentati (pane cotto e patate, e il latte solo se stavamo ammalati…) il Maestro ogni mattina ci somministrava, per disposizione del Ministero della Salute pubblica, come misura e cura contro il rachitismo, un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo a testa attinto da una orribile bottiglia gelosamente custodita nell’armadietto.

Il bello della storia, di per sé lodevole, era che un unico cucchiaio passava di bocca in bocca a tutti gli scolari della stessa classe!!!

Quelli erano purtroppo i tempi che vivevamo, e solo dopo molti anni, rammentando quel “rito” giornaliero, ci siamo resi conto che fosse un po’…anti igienico. Comunque siamo sopravvissuti, forti, sani e certamente con qualche anticorpo in più!

Scusate se ogni tanto inserisco qualche ricordo personale….

Condividi su:
  • Facebook

Urteléne

Urteléne s.m. = Ortolano

Chi coltiva un orto; estens. chi vende ortaggi.

Fino agli anni ’50 gli orti erano presso le mura della città. Uno era situato ai piedi della Torre dell’Astrologo fino all’incrocio con via Magazzini, quella che porta all’Ospedale Civile.

Un’altro, il più esteso, il famoso Orto Sdanga, copriva il suolo poi occupato dalle palazzine della Posta Centrale.

Condividi su:
  • Facebook