Vréche

Vréche s.m. = Mutande

Si intende sempre al plurale = ‘i vréche.

Capo di biancheria intima, indossato a nudo sulla pelle per coprire la parte inferiore del corpo, perlopiù sgambato o a calzoncino.

Modo di dire: scappé p’i vréche ‘mméne = fuggire precipitosamente.

Ossia scappare in situazione di imminente pericolo, senza avere il tempo nemmeno di sollevarsi le brache.

Ricordo il racconto tragi-comico di un reduce della Grande Guerra:

Ce ne süme scappéte dalla trenciöje p’i vréche mméne pecchè stèvene arrevànne l’Astr’ungàreche = Ci siamo buttati fuori dalla tricea con le brache in mano perché stavano giungendo gli Austro-ungarici.

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Vrùcchele

Vrùcchele s.m. = Broccolo

Broccolo (Brassica oleracea botrytis italica) è una varietà di cavolo con infiorescenza verde meno compatta di quella del cavolfiore.

La parte commestibile è costituita da una grossa infiorescenza centrale (composta da un fascio di ramoscelli con boccioli fiorali) e da germogli secondari di dimensioni più ridotte.

In dialetto non è mai usato al singolare.

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Vuccjire

Vuccjire s.m. = Beccaio, macellaio

Chi vende la carne delle bestie macellate in una macelleria e anche chi macella le bestie.

Ero convinto che il termine derivasse da vicce = tacchino, e invece ho scoperto che viene dal francese boucher (leggi buscé)= macellaio.

Al femminile, l’addetta al banco di vendita o la moglie del macellaio è detta ‘ a vuccjöre = Macellaia.

Ricordo che la moglie di Pasqualüne ‘u vuccjìre (Pasquale Arena), era chiamata semplicemente Chelüne ‘a vuccjöre = Michelina la macellaia.

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Vuchéle

Vuchéle s.m. = Boccale

Grosso recipiente di vetro o terracotta, provvisto di manico usato per contenere e per versare bibite varie: birra, vino, spremute di agrumi, tè e succhi di frutta, magari rinfrescate con dei frammenti di ghiacio. Capacità media di circa un litro.

Esistono dei sinonimi: brocche e caraffe
= brocca e caraffa.

Quest’ultima fino all’Unità d’Italia era una misura di capacità usata nel Regno delle due Sicilie.

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Vucjille

Vucjille s.m. = Uccello

Classe di vertebrati costituita da migliaia di specie viventi. Sono animali bipedi, pennuti ed ovipari che si trovano in quasi tutti gli ecosistemi, anche in quello antartico.

Da noi sono chiamati così per lo più i passeracei che vediamo anche in città (ora di meno, per effetto dei pesticidi).

Al femminile (‘a vucjille o anche ‘a cicjille, a imitazione del linguaggio dei piccoli) designa il pistolotto dei maschietti fino all’età adoscelenziale (scientificamente detto pene prepuberale).

Dopo, con lo sviluppo del giovinetto causato dalla pubertà, anche il suo pene cresce e prende altri nomi dialettali che non mi pare il caso, per ora, di inserire in questo vocabolario.

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Vünecùtte

Vünecùtte s.m. = Melassa, sciroppo

Sciroppo denso e dolcissimo ottenuto dalla bollitura dei frutti secchi del carrubo o del mosto di uva.

Ho assistito nella mia infanzia alla preparazione del vünecùtte mediante la lunga bollitura di centinaia di fichi d’india, naturalmente sbucciati.

Usato in pasticceria, per esempio nella preparazione dei taralli o come condimento, in sostituzione del miele, delle cartelléte, tipico dolcetto pugliese

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