Turnalìtte

Turnalìtte sm = Giraletto.

È una parola derivante dal francese Tourne-lit (pronuncia turnelì) . Fascia di tessuto ricamato e/o intagliato. Veniva applicata alla partebassa del letto, allo scopo di nascondere gli antiestetici piedini delle reti che sostengono i materassi.

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Turnöse

Turnöse s.m. = Tornese,

Tornese era la moneta in corso nel Regno di Napoli fino al 1860.

Al plurale fa turnüse = Tornesi, soldi

Il termine viene usato tuttora: Nen tènghe manghe ‘nu turnöse = Non ho nemmeno un soldo (o una lira, o il becco di un quattrino, tutte monete fuori corso).

Oppure: Pe fé ‘sta chése ce vònne ‘nu sacche de turnüse: addu’jì ca li véche a pegghjé? = Per costruire questa casa ci vogliono un sacco di soldi: dov’è che li vado a prendere?

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Turtanjille

Turtanjille s.m. = Tortanello (Pane a ciambella)

Quando il pane si impastava in casa, le mamme premurose preparavano una specie di ciambellone con la stessa pasta del pane.

Siccome il forno per arrivare alla temperatura voluta aveva bisogno di molto tempo. il fornaio concedeva ai richiedenti di cuocere alcune minutaglie prima del pane.

Tra queste c’era la “pizza alla vampa” e il “tortanello”, cotte sulla pietra.

Bastava poco tempo per la cottura. Si portava così a casa un assaggio del pane, fragrante, e attesissimo da tutta la famiglia.

Pare fosse particolarmente apprezzato con la zuppa del pesce, da intingere nel sugo della ciambòtte.

Da non confondere con il Tortaniello napoletano (detto anche Casatiello) a base di formaggio pecorino, uova salame ecc.

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Tùsseche

Tùsseche s.m. = Veleno, sostanza tossica

Sostanza che per le sue proprietà può alterare la funzione delle cellule di un organismo vivente con cui ha contatto, fino addirittura provocarne la necrosi.

‘U tùsche ‘i sórge (o l’arsèneche)= Il veleno contro i topi.
‘U tùsche ‘i scaramüne (o ‘a pòlve i s.) = Il veleno contro gli scarafaggi.

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Uaciüle

Uaciüle s.m. = Bacinella. catino

Catino, bacile, bacinella: recipiente per liquidi, largo, poco profondo, di uso domestico. In questo caso era sostenuta da un trabiccolo di ferro battuto chiamato pöte-uaciüle = porta-catino.

Anticamente era in rame e aveva un uso liturgico (come acquasantiera, o per abluzioni rituali, o per somministrare il Battesimo).

Quelli di uso corrente erano di ferro smaltato. Io ne ho visti di creta smaltata, della stessa pasta i piatti, e anche di porcellana fine.

Ora li fanno di pura plastica Moplen, ma nessuno li usa più, nemmeno per lavare il culetto ai neonati, perché in casa fortunatamente abbiamo tutti l’acqua corrente, calda e fredda.

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Uagnöne

Uagnöne s.m. e s.f. = Bambino, bambina.

L’individuo umano dalla nascita all’adolescenza.

Al plurale fa Uagnüne, inv.

‘ U uagnöne d’a putöje = l’apprendista artigiano

Dispr.Uagnunàstre = giovincello scapestrato, protagonista di malefatte.

Dim.Uagnungjille= adolescente; si usa anche per imputare a un giovanotto quasi adulto un atteggiamento puerile, non da uomo, inaffidabile.

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