Ualanjille
Ualanjille s.m. = Piccolo gualano
Soprannome di uno dei tanti rami della famiglia Palumbo.
Ualanjille deriva da Ualéne (vedi) ossia Gualano, guardiano di bestiame.
Soprannome derivato dal mestiere.
Ualanjille s.m. = Piccolo gualano
Soprannome di uno dei tanti rami della famiglia Palumbo.
Ualanjille deriva da Ualéne (vedi) ossia Gualano, guardiano di bestiame.
Soprannome derivato dal mestiere.
Ualéne s.m. = Gualano
Lavoratore agricolo a contratto annuo, assunto nelle aziende dell’Italia meridionale. Termine derivato dal germanico waldmann: wald=bosco mann=uomo.(Devoto-Oli).
Era inteso specificamente colui che mena bovini al pascolo. Insomma un nostrano cow-boy.
Caratterizzati da un vago odore di stallatico anche se con la persona e la biancheria pulite.
Come soprannome esistono Ualéne e Ualanjille.
Ricordo un certo Pasquéle ‘u ualéne. Mi piaceva l’assonanza fra il nome e il mestiere.
Uardapàsse s.m. = Vipera, serpente velenoso.
Deriva da guardare e passare. Temutissimo rettile il cui incontro è comunqua da evitare.
Recitavano i campagnoli: ‘u guardapàsse, addjì ca te mòzzeche addà te lasse = La serpe ti lascia (stecchito) nello stesso luogo ove ti ha morso; ossia l’effetto del suo veleno è talmente rapido che non ti consente di muoverti per cercare aiuto.
Notate che per evitare lo jato, la parola è stata pronunciata con la G iniziale.
Uarnemjinde s.m. = Finimento
Usato prevalentemente al plurale, il termina designa gli elementi che servono a sellare il cavallo o ad attaccare gli animali da tiro a carri, carrozze e sim., come ad es. il morso, le redini, le briglie, il ecc.
Come quasi tutte le parole che in italiano iniziano per GU perdono la G (uànde, uèrre, uasté = guanto, guerra, guastare). Deriva da guarnì = guarnire, completare, rifinire (da cui finimento).
Talora il termine allude agli “attributi” maschili.
Töne tutt’i uarnemjinde a poste = Costui è ben dotato. È un vero “macho”
Uastacrìste s.m. e soprannome.= Guasta Cristo
Il “Cristo” d’argento che si poneva alla testata del letto, contornato da tanti pezzi in filigrana d’argento assemblati in una vetrinetta, si poteva accidentalmente dissaldare.
Si chiamava il saldatore per la riparazione. Evidentemente costui era arruffone, e invece di riparare il simulacro, lo riduceva in condizioni peggiori, lo guastava. Da qui il nomignolo.
Ma sono tutte fandonie, come per Sfascia-chemò. Gli artigiani erano bravissimi. Il soprannome talvolta è ironico o semplicemente canzonatorio.
Uauàcce s.m. = Ventriglio.
Negli uccelli, parte dello stomaco ricca di fibre muscolari, nella quale vengono sminuzzati i cibi più dur.
Si tratta anche di un soprannome locale.