Vendàgghje

Vendàgghje s.m. = Ventaglio

Occorre fare una distinzione:

Vendàgghje era quello che serviva per ravvivare il fuoco di carbonella.

Consisteva in un telaietto di legno, fornito di manico, sul quale erano infisse le piume della coda del tacchino.

L’arnese, leggero ed efficace, fu sostituito da ventagli di legno compensato incastrato in un manico: Forse durava di più, ma non era la stessa cosa!

Il termine Vendaglje indica invece quello pieghevole, da borsetta, che le signore usano per farsi aria.

Vendàglje

Vendàglje s.m. = Ventaglio

Oggetto usato per farsi aria, costituito da una serie di sottili stecche di materiale vario che, imperniate nella parte inferiore, possono aprirsi e chiudersi a raggiera e da una membrana di carta, seta o altro ad esse applicata.

Quello fisso per ravvivare il fuoco è chiamato vendagghje

Verdöne

Verdöne s.m. = Verdone (ornit.)

Il Verdone (Carduelis Chloris Chloris) è un fringillide che appartiene al genere dei carduelidi .

Nell’ornicoltura europea è senza dubbio il fringillide più allevato, data la sua facilità di riproduzione e la vasta gamma di mutazioni apparse ad oggi su questo simpatico pennuto.

Allo stato selvatico è diffuso in Europa e nel bacino del Mediterraneo.

Questo uccello si presenta con un corpo tozzo e possente che da l’impressione di un fringillide molto forte e robusto, la testa è tondeggiante nel vertice e piatta nella fronte, il collo molto corto e massiccio dà l’impressione che la testa sia attaccata direttamente al tronco. Il becco forte e robusto è di forma conica.

Verròcchele

Verròcchele s.m. = Cavalletta

Si tratta della locusta migratrice, comunemente detta cavalletta, che si sposta periodicamente in sciami arrecando danni alle coltivazioni di cereali.

Verzjìre

Verzjìre sm = Verdura

Verdure in genere, e tutti i prodotti dell’orto. La gioia dei vegetariani.

Vése

Vése s.m. = Bacio

Parola di etimologia spagnola. Gli Iberici scrivono bèso ma pronunciano veso

Faccio un esempio sulla forte influenza che ha avuto la lingua spagnola sul nostro dialetto: la frase: “Dàmme nu vése” (dialetto parlato fino agli anni ’50; ora si dice béce) è quasi identica alla stessa richiesta detta in spagnolo: “Dame un béso”.

In spagnolo le consonanti b e v si pronunciano entrambe con l’identico suono, ossia con un leggerissimo soffio in punta di labbra, come se si dovesse spegnere una candelina.

L’ascoltatore non può notare la differenza tra le due consonanti che è evidente solo nello scritto. Questo spiega perché noi diciamo in dialetto: varvire, àrve, vràzze, vrùcchele, avàste, ecc. per barbiere, albero, braccio, broccoli, basta, ecc.,