Tüfe

Tüfe s.m. = Tufo

Intendiamo a Manfredonia con questo nome, più che la roccia tufacea in genere, i conci di questo materiale, estratti dalle tufare (vedi) ed ampiamente usato in edilizia.

Generalmente i conci di tufo hanno dimensioni di cm 20×20x40.

Quelli usati a Manfredonia, molto chiari, provenivano dalle importanti cave site in località S.Lucia, sulla strada per Foggia, sfruttate fino agli anni ‘60.

Il tufo di Canosa, un prodotto particolarmente compatto, era molto apprezzato dai muratori.

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Tumbagne

Tumbagne s.m. = Tappo

Specificamente, si chiama ‘u tumbàgne il tappo di legno usato per le botti che contengono vino.

Dé ‘na botte au cjirchje e ‘na botte a ‘u tumbàgne = Dare un colpo al cerchio e un colpo al tappo.

Bisogna saper colpire o contentare entrambi i contendenti. Non essere di parte.

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Tüme

Tüme s.m. = Timo

Arbusto sella fam. delle Lamiaceae (Thymus vulgaris) diffuso nell’area mediterranea; ha largo uso in cucina come aroma da condimento e nell’industria cosmetica per la preparazione di saponi e profumi.

Veramente da noi non è stato mai usato in cucina.

Una volta si raccoglievano i suoi cespugli e si utilizzavano come valido sostegno nella costruzione del presepio, per reggere i fogli di carta grossa spiegazzati.

Con questi si modellavano montagne e grotte.

Il presepio emanava un gradevole profumo per tutta la durata della sua esposizione.

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Tuppjille

Tuppjille s.m. = Crocchia

Acconciatura femminile, consistente in una o due trecce avvolte e fermate sul capo o dietro la nuca mediante forcine metalliche e/o di materiale plastico.

Pettinatura tuttora usata dalle donne molto anziane.

Si può dire anche tóppe s.m. con la ‘ó’ molto stretta.

Credo che questo termine abbia un attinenza col francese toupet (pron. tupé), che significa parrucca, ma anche pettinatura stretta alle tempie e con i capelli raccolti alla sommità della testa, in uso nell’800.

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Türa-jagnéle

Türa-jagnéle s.m. = Cavadenti.

Un tempo, praticone che toglieva e curava i denti malati.

Costui esercitava a domicilio la sua azione ai malcapitati pazienti, perché non poteva avere un ambulatorio dentistico vero e proprio come lo intendiamo noi.

Il termine è composto da Türa = da tirare (non turare), cavare, estrarre e jagnéle = dente molare.

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Türabusciò

Türabusciò s.m. = Cavatappi

Termine derivato dal francese “tire bouchon” (che si legge tir-busciò) ed ha lo stesso significato.

Si dice, con leggera modifica di pronuncia, anche tirabusciò

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