Cafùrchje
Cafùrchje s.m. = Tugurio
Abitazione o ambiente angusto e squallido.
Vèche truànne ‘ne chése, me so’ stanghéte de sté jind’a códdu cafùrchje a sutténe! = Sto cercando una casa, mi sono stancato di vivere in quel tugurio a piano terra..
Cafùrchje s.m. = Tugurio
Abitazione o ambiente angusto e squallido.
Vèche truànne ‘ne chése, me so’ stanghéte de sté jind’a códdu cafùrchje a sutténe! = Sto cercando una casa, mi sono stancato di vivere in quel tugurio a piano terra..
Caggellöne s.m. e sopr. = Stia
È un accrescirivo di caggiöle = gabbietta.
Si tratta di un gabbione di legno, con tanto di porticina per far passare i pennuti, usato per allevare in casa le galline ovaiole.
Si poneva di mattina ‘u caggellöne,con tutte le galline, fuori dell’uscio della casa.
Spesso si liberavano le galline che andavano a razzolare sulla via: tanto presto sarebbero rientrate spontaneamente nella gabbia.
Per favorire la crescita di pennuti allevati si somministrava come cibo ‘u sciuscjille.
Il gabbiotto veniva portato dentro casa la sera per evitare che i polli prendessero freddo, e soprattuto che NON prendessero…il volo verso le pentole altrui.
Caggellöne è anche un soprannome locale
Caggéne s.m. = Gabbiano
Uccello acquatico, con ali bianche bordate di nero, becco affusolato e zampe palmate, comunissimo in tutte le località di mare.
Il dim. è caggianjille = gabbianello
Dalla riva i bambini gridavano ai gabbiani, modulando due note (sol-sol, mi-mi): Alì, caggéne, ‘u pèsce a mére! = Attenzione, gabbiano, c’è un pesce a mare, proprio sotto di te!
Insomma indicavano ai volatili che nei paraggi c’era una preda, come se quelli fossero distratti.
Lo scopo dell’invito era di vederli in azione mentre si tuffavano. Erano convinti che, se loro non avessero gridato, i poveri animali sarebbero rimasti a pancia vuota…
Cagnùle s.m. = Cannello
Notoriamente quando per scrivere si usava il calamaio e la penna, questa si suddivideva il tre parti: ‘U pennüne, l’asteccjùle, e ‘u cagnùle = Il pennino, l’asticciola e il cannellino.
Quest’ultimo era fatto di latta come un piccolo tubicino. In uno dei due fori si inseriva la bacchettina di legno e dall’altro lato del tubicino, che era un po’ sagomato ad hoc, il peduncolo del pennino d’acciaio.
Con l’invenzione della penna a sfera è passato tutto all’antiquariato.
Calamére s.m. = Calamaio, calamaro
1) Calamére = Calamaio, contenitore di inchiostro. Serviva per intingervi il pennino per scrivere elegantemente, o la penna stilografica (non a cartucce) per aspirarne l’inchiostro.
2) Calamére = Calamaro (Loligo vulgaris): è un mollusco cefalopode dal corpo allungato a forma di cono, sul dorso in posizione laterale si trovano due grandi pinne che nell’insieme formano un rombo, la testa sporge dal mantello con gli occhi in posizione laterale e attorno alla bocca si trovano quattro paia di braccia ed un paio di tentacoli che si allargano all’estremità a formare la cosiddetta clava, ricca di ventose poste in quattro serie.
La conchiglia è interna a forma di spadino.
Il colore è rosa-violaceo, con punti più scuri bruno rossicci. Può raggiungere una misura di 30-40 cm è più comune attorno ai 15 cm.
Spesso il calamaro, molto più pregiato, viene confuso con il totano. Si può facilmente riconoscere osservando le pinne, nel calamaro coprono metà della lunghezza totale del mantello, nel totano si trovano inserite all’estremità inferiore.
Calandröne s.m., soprannome = Calandrella
La Calandrella (Calandrella brachydactyla), è un uccello passeriforme della famiglia degli Alaudidae, diffuso in Europa. Al Nurd Europa è migratore, da noi è stanziale.
Il soprannome probabilmente è stato dato a qlcu che andava sempre a caccia di questi passeracei.