Djitöne

Djitöne s.m. = Pollice

Significato letterale: ditone, dito grande.

Ovviamente si riferisce sia al pollice delle mani, sia all’alluce dei piedi.

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Nagghjire

Nagghjire o anche Chépe-nagghjire s.m. = Capo frantoiano.

È il numero uno nella gerarchia tra gli operai addetti al frantoio oleario. Gli operai sono detti treppetére = frantoiani.

È lui che sceglie i collaboratori, che contratta la molitura e l’eventuale vendita di olio.

Siccome il ruolo chiede una forte personalità, viene definito scherzosamente chépe-nagghjire anche chi possiede un deciso carisma, un’aura da leader.

Il termine è quasi in disuso, perché nessuno più frequenta i frantoi, dato che questi ultimi, moderni e funzionali, necessitano di poco personale, in grembiule bianco, lindi e puliti come gli infermieri.

Grazie a Enzo Renato per il suggerimento.

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Abburremjinde

Abburremjinde s.m = Esasperazione

Limite estremo a cui può giungere una situazione, una passione ecc. Saturazione, misura colma.

Sono così stufo ed annoiato che mi fai aborrire qualsiasi altro tuo gesto o suggerimento. Mi hai colmato di contrarietà.

Qlcu diceva burremjinde. Diceva perché non si usa più

M’ha fatte venì a burremjinde! = Mi hai fatto giungere all’esasperazione.

Fastidio insostenibile. Saturazione, misura colma.

Sono così stufo ed annoiato che mi fai aborrire qualsiasi altro tuo gesto o suggerimento. Mi hai colmato di contrarietà.

Deriva da abburrì, infastidire oltre misura.

Semplificando: M’abburrüte = Mi hai scocciato!

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Àcce

Àcce s.m. = Sedano

Il sedano (Apium graveolens), originario della zona mediterranea e conosciuto come piante medicinale fin dai tempi di Omero, è una specie erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Le varietà più utilizzate in cucina sono il “sedano da costa” (Apium graveolens dulce) di cui si utilizzano i piccioli fogliari lunghi e carnosi, e il “sedano rapa” (Apium graveolens rapaceum) di cui si consuma la radice.

Il mazzetto costituito dalle foglie piccole di sedano, usato in cucina per profumare pietanze, e non in insalata, è chiamato l’accetjille = Piccolo sedano.

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Accedemjinde

Accedemjinde s.m. = Affaticamento

Va bene anche scritta acciüdemjinde, come acciüde, acciüse = uccidere, ucciso.

Parola un po’ desueta, adoperata solo dalle persone più anziane.

Significa strapazzo, affaticamento eccessivo, fatica enorme.

Deriva da “uccidere”, come se fosse ‘uccisione’: questa fatica è immane, mi farà soccombere, è al di sopra delle mie forze, mi ucciderà.

Fràteme sté accedendéte, e pe javezàrle ogne vòlte jì ‘naccedemjinde = Mio fratello è infortunato, e (l’atto di) sollevarlo, ogni volta è uno sforzo immane.

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Acquarüle

Acquarüle s.m. = Acquaiolo

Personaggio che per mestiere, era addetto alla vendita di acqua potabile alla minuta.

Quando non c’erano i frigoriferi, tutti d’estate desideravano una bevuta di acqua fresca.

Perciò nacque il mestiere e la figura dell’acquaiolo.

Costui aveva allestito un apposito chiosco in Corso Manfredi, all’angolo Nord di Piazza del Popolo per la vendita di acqua fresca.

Quell’acqua era apprezzata perché non era la solita acqua piovana raccolta dai tetti nelle cisterne e che sapeva di terra.

Proveniva dal famoso acquedotto del Serino, nel Napoletano, arrivava a Manfredonia in carri cisterne delle Ferrovie, e da qui, dopo il trasbordo, veniva trasportata con carri botti a trazione animale fino nei serbatoi sotterranei del chiosco.

Si sollevava mediante una pompa idraulica azionata a mano, con una leva a movimento alternato avanti-dietro (detta volgarmente ‘u tremöne).

L’acqua, semplice o zuccherata e aromatizzata con succo di limone o con caffé, si vendeva per pochi centesimi a bicchiere.

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