Zjéne

Zjéne s.inv = Zio, zia

Sorella o fratello di uno dei genitori, considerato rispetto ai loro figli; marito della zia, o moglie dello zio.

Per indicare uno dei propri zii, si dice zjàneme, sostantivo invariabile sia al maschile sia al femminile.

Allo stesso modo, per uno degli zii di chi ascolta si dice zjànete.

Giuànne m’jì zjéne (o jì zjéne a me) = Giovanni è mio zio.

Fàlle sapì a zjànete Mattöje, ca ‘u vògghje parlé = Fa sapere a tuo zio Matteo, che gli voglio parlare.

Al maschile plurale si dice ‘i zjéne müje/tüje/nùstre/vùstre/löre = Gli zii miei, tuoi, nostri, vostri, loro.
Al femminile plirale ‘i zjéne möje/töje/nòstre/vòstre/löre = Le zie mie, tue, sue, nostre, vostre, loro.

Rivolgendosi ad una persona avanti con gli anni che non si conosceva, si diceva: Ze-züje = Zio.
Ovviamente era una forma di rispetto per l’età, e poi non era lecito dare del tu agli anziani. Ze-züje, segnerüje add’jì ca jàvete? = Buon uomo, voi dove abitate?

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Züte

Züte agg., s.inv.m., sopr.

1) L’aggettivo züte indica lo stato civile dello scapolo e della nubile.

Ma c’jì spuséte Mariètte? No, jì angöre züte. = Si è sposata poi Marietta? No, è ancora nubile.

T’ha fatte ‘na famìgghje? No, so’ züte angöre. = Ti sei formata una famiglia? No sono ancora scapolo.

2) Il sostantivo invariabile züte significa il fidanzato o la fidanzata.

Quann’jì ca te truve ‘nu züte, quanne te fé vècchje? = Quand’è che ti cerchi un fidanzato, quando diventerai vecchia?

Quèste jì la züte de Gesèppe! = Questa è la fidanzata di Giuseppe!

3) con l’articolo al plurale ‘i züte si indicano l’uomo e la donna nel giorno del loro matrimonio: lo sposo e la sposa.

4) nella costruzione con l’art. femminile la züte = la sposa, si odentifica un soprannome anche se il soggetto è maschio: Mattöje “La züte” Se la memoria non mi tradisce, era il titolare di un’officina autorizzata Ford in Via Maddalena.

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