Maèstre

Maèstre s.inv. = Maestra, maestro

A Manfredonia fino a pochi decenni fa si designava con questo titolo non solo l’insegnante elementare, ma anche una benemerita persona anziana, magari analfabeta, che, per pochi soldi, si assumeva l’onere di badare a bambini e bambine dai due ai cinque anni. Amatissima dai giovani discepoli.

Alla maestra sarta, come a tutti gli altri maestri artigiani spettava il titolo di mastre, s.inv.

L’articolo determinava il genere maschile o femminile.
‘u mastre ,s.m. ‘a mastre ,s.f.

Maltöse

Maltöse agg., s.inv., sopr. = Maltese

Il soprannome appartiene a una famiglia di marittimi, naviganti e pescatori sipontini di cognome Castriotta proprietari di tre Trabbaccoli.

Gesèppe Maltöse abitava in corso Roma, vicino al cortile che sbuca in Via Stella, ed era il papà del prof.Castriotta, non vedente, conosciuto da centinaia di studenti e ora anche dai lettori di questo blog per alcune poesie pubblicate.

Il soprannome significa propriamente Maltese, ossia originario di Malta.

Presumo anche che possa derivare da “febbre maltese”, un’epidemia che colpiva le popolazioni mediterranee nei secoli scorsi, e da cui era evidentemente sopravvissuto il Castriotta che lo ha trasmesso alla sua stirpe.

Ndrìnghete-ndrànghete

Ndrìnghete-ndrànghete s.inv..
= tìcchete-tàcchete

Il termine onomatopeico rappresenta l’enfatizzazione fonetica di un movimento alternativo, come quello impresso all’altalena, alla culla, alla sega, alla lima, o quello ritmato delle lavandaie, dei ballerini, dei rematori, dei picconatori, degli amanti impetuosi, ecc.

Nonne

Nonne s.inv. = Nonno, nonna

E’ padre o la madre di uno dei genitori, considerato rispetto ai loro figli.

Al maschile si pronuncia con la “o” stretta ‘u nónne, mentre al femminile si pronuncia con la “o” aperta. ‘a nònne.

Come vocativo si una dire nennó= il nonno, al maschile e nanò = la nonna, al femminile.

Nennó, quand’ànne tjine? = Nonnino, quanti hai hai?

Nanò, ho dìtte màmme: jògge vjine a mangé a chése = Nonnina, ha detto mamma: oggi vieni a mangiare a casa (nostra).

Nennó e nanò(= la nònne) si usano familiarmente col significato di persona anziana, spec. come vocativo affettuoso.

Per indicare uno dei propri nonni si dice nonneme. La “o” suna acuta per il maschile e grave per il femminile. Nónneme e nònneme =mio nonno e mia nonna.

Per indicare quelli di chi ascolta si dice nonnete, anche qui la pronuncia della “o” indica se si tratta del nonno o della nonna. Nónnete e nònnete = tuo nonno e tua nonna.

Pàcce

Pàcce agg. e s.inv. = Pazzo

Che ha perduto la ragione.

Assì pacce = Diventare pazzo, psicopatico, impazzire.

Mo me fazze pegghjé da pacce = Agisco come un folle, in modo che gli altri mi prendano per pazzo.

Scazza-pedócchje

Scazza-pedócchje s.inv., sopr. = Schiaccia pidocchi

Dovrebbe essere una persona dedita a questa attività scimmiesca.

Mestiere improbabile. Sembra un autentico sfottò.