Cecèrchje

Cecèrchje s.f. = Cicerchia

La cicerchia (Lathyrus cicera) è una pianta annuale leguminosa di cui si mangiano i semi. Appartiene alla fam. delle fabacee.

La cicerchia è un legume ormai quasi dimenticato, è coltivato solamente in alcune zone dell’Italia centrale in quantità ridotta. Il motivo di abbandono della loro coltivazione va ricercato nel miglioramento delle condizioni di vita.

È una pianta annuale, Lathyrus sativus, che assomiglia alla veccia e contiene nei suoi bacelli dei semi poco più grandi dei piselli ma più schiacciati.

Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle. L’acqua di ammollo va eliminata poiché contiene una sostanza che può dare problemi al sistema nervoso.

C’è in questi ultimi anni un’inversione di tendenza per la loro importanzia nella dieta vegetariana mediterranea e nell’agricoltura biologica.

Cechéle

Cechéle s.f. = Canocchia

Crostaceo marino di piccole dimensioni, apprezzato per le sue carni; è detto anche cicala di mare.

Cègghje

Cègghje s.f. = Ciglia

Linea di peli impiantati sul bordo delle palpebre.

Con un termine più antico, ormai in disuso, di diceva ‘i papèlle de l’ucchje, forse da palpebra.

Cepòlle

Cepolle s.f. = Cipolla

La cipolla è una pianta erbacea biennale della fam. delle Liliaceae (Allium cepa).

La sua coltivazione è molto antica e risale agli Egizi nel IV millennio a.C.; oggi è coltivata in tutto il mondo.

I bulbi di cipolla sono ampiamente impiegati in cucina per preparare minestre, carni, sughi, insalate, ecc.

Proprietà terapeutiche: antibatterica e antinfettiva, stimola la funzionalità renale favorendo l’eliminazione delle scorie azotate e combatte i vermi intestinali.

Fino agli anni ‘50 in dialetto si diceva cepodde, ma i termini contenenti o teminanti in -dde (cavadde, chése-cavàdde, cepodde, martjidde, jaddüne, jaddenére, jaddócce, , ecc.) erano ritenuti rozzi, e perciò si sono gradualmente “civilizzati” in -lle.

Cerratüre

Cerratüre s.f. = Brutta cera

Sguardo torvo, occhiata minacciosa, viso arcigno, espressione severa.

Checòzze

Checòzze s.f. = Zucca

Pianta erbacea annuale della famiglia delle Cucubirtacee.

Quelle utilizzate a scopo alimentare sono le zucche “massime” (Cucurbita maxima), tondeggianti, grandi fino a superare i 10 kg e con la polpa di colore giallo vivo.

Esistono anche quelle grandi e di forma allungata, sempre con la polpa gialla. I botanici la distinguono col nome di(Cucurbita moscata).

Anche i fiüre checòzze = fiori di zucca, sono commestibili.