Vavöse
Vavöse s.f. = Bavosa
Pesce di scoglio della fam. dei Perciformi (Blennius Pavo) che vive in fondali bassi. Lunghezza max cm 18. Corpo striato, carni sode.
Dal nome del pesce si è passato ai soprannomi: Vavüse e Vavusöne
Vavöse s.f. = Bavosa
Pesce di scoglio della fam. dei Perciformi (Blennius Pavo) che vive in fondali bassi. Lunghezza max cm 18. Corpo striato, carni sode.
Dal nome del pesce si è passato ai soprannomi: Vavüse e Vavusöne
Velózze s.f. = Vilucchio?
Pianta selvatica dalle foglie lunghe, fiori rosati a grappoli, e fusto alto circa 50 cm., glabro, sottile quanto un grissino, del quale ha la consistenza quando è secco.
Viene usato solo quale esca per accendere il fuoco.
E’ preso quale termine di paragone quando si cita qlcu dalle gambe molto sottili.
Tone i jàmme accüme e döje velózze = Ha le gambe sottili come due vilucchi.
Versüre s.f. = Versura
Unità di misura di superficie agraria, in uso nell’Italia meridionale fino al 1860, con valore diverso da luogo a luogo, il più diffuso è di 123,45 are, ossia di 1,2345 ettari, pari a 12345 mq.
Per trasformare la versura in ha (ettaro) dividere per 0,81004. Per il contrario, moltiplicare l’ettaro (ha) per 0,81004 e si ottiene la versura.
Nella Capitanata una versura era suddivisa in 4 tomoli o in 60 passi e ogni passo equivaleva ai 7 palmi.
Con l’unificazione dell’Italia fu adottato in tutto il Regno il sistema metrico decimale, ma in agricoltura praticamente era adoperato solo negli Atti notarili di compravendita o di successione: i coltivatori ancora per un secolo hanno continuato a intendersi sulla base delle antiche misure.
Verzèlle s.f. = Vergella
Vergella = Piccola verga.
In metllurgia si intende il semilavorato di ferro, laminato a caldo, a sezione piatta o rotonda, usato per fabbricare ringhiere, staffe, stipiti ecc.
Ho sentito mio padre che la chiamava verzellüne = vergellina. Evidentemente di dimensioni minori.
Vesazze s.f. =Bisaccia
Coppia di sacche in stoffa pesante o cuoio, di identica capacità e opposte, che i viaggiatori si mettevano sulla spalla o sulla groppa della cavalcatura.
Vèsce s.f. = Teredine
Le teredini sono molluschi marini bivalvi dal corpo vermiforme, provvisti di una conchiglia che li copre solo in parte. Si nutrono essenzialmente di legno, che assumono scavando cunicoli nelle travi sommerse, e quindi danneggiando gravemente imbarcazioni e pontili (dall’enciclopedia Encarta)
La vèsce è detta dai pescatori manfredoniani anche mange-e-chéche = mangia e caca, tutto un programma.
Dal nome di questa insaziabile creatura, per similitudine, si è passati a definire la voracità degli uomini.
Oh! Tjine ’sta sorte de vèsce! = Ehi!, Hai questa insaziabile voracità!