Supèrbje
Supèrbje s.f. = Stizza
Non è la stessa cosa dell’italiano superbia, nel senso di smisurato orgoglio.
M’jì venuta ‘na supèrbje a sènde a ’stu cretüne! = Mi è venuta una rabbia nel sentire questo cretino!
Supèrbje s.f. = Stizza
Non è la stessa cosa dell’italiano superbia, nel senso di smisurato orgoglio.
M’jì venuta ‘na supèrbje a sènde a ’stu cretüne! = Mi è venuta una rabbia nel sentire questo cretino!
Sutteratüre s.f. = Seppellimento, inumazione, tumulazione, sotterramento.
L’atto finale del funerale, dopo la veglia e le esequie: l’atto di deporre il corpo del defunto sotto terra.
Etimo chiarissimo da sutterré = sotterrare.
Per estensione si intende per sutteratüre anche una tumulazione, ossia la deposizione del cadavere in una tomba di muratura anziché nella terra.
Modo di dire: Cj’àgghje remìsse püre ‘a sutteratüre = Ci ho rimesso pure le spese.
Si dice quando qlcu, sperando di guadagnare in un’operazione finanziaria, che purtroppo finisce male, va a rimetterci sostanziosamente.
Non solo costui non ha guadagnato nulla, ma ha dovuto rifonderci del denaro.
Simile a “pèrde ‘nginze e capetéle” = perdere l’interesse e il capitale,
Taccaréte s.f. = Percossa
Botta, bastonata, legnata.
Il Prof.Gentile dice che tàcchere è un comune pezzo di legno. Se si tratta di menare va benissimo anche quello, mica possiamo scegliere una mazza da baseball.
Solitamente il termine si usa al plurale. Certamente un solo colpo non è efficace!
Tacchecèlle s.f. = Costata
Taglio di carne bovina o suina o ovina, nella parte ricoprente le vertebre dorsali e le costole.
Il termine tacchecèlle indica specificamente le costatine dell’agnello o del capretto, più piccole rispetto alle costate di maiale o di vitello.
Tagghjöle s.f. = Tagliola
Trappola usata per catturare topolini domestici e anche passeracei.
Esistono quelle a tavoletta e ad archetto, funzionanti con una molla a torsione, che scattano al movimento dell’animaletto che le tocca per mangiare il cibo posto come esca, catturandoli.
Tàmbe s.f. = Tanfo
Puzzo stagnante e intenso, spec. di muffa, di marcio o di chiuso.
Ce sènde ‘na tàmbe de mecöne = Si sente un tanfo di muffa.
Tambe è usato anche per indicare un vago odore magari non specifico, ma sicuramente non convincente.
Ce sende ‘na tambe… Ma chè, ha’ pulezzéte i pìsce? = Si sente un tanfo…Ma per caso hai pulito i pesci?
Che tambe de pjite = Che tanfo di scarpe da ginnastica.
Sèmbe a fumé, sembe a fumé, ma nen sendüte che tambe ca sté qua jìnde? = State sempre a fumare, ma non avvertite il tanfo che c’è qua dentro?
Ce sende ‘na tambe de stàlle! = Si avverte un tanfo di stallatico.