Sìcce

Sìcce s.f. = Seppia

Seppia (Sepia officinalis ). Mollusco cefalopode con il corpo è ovale, circondato da una pinna a nastro.

Ha i consueti otto tentacoli dei cefalopodi e in più due tentacoli lunghissimi, retrattili, con il terminale provvisto di ventose.

Si mimetizza con rapide variazioni di colore al suo dorso e usa lanciare un inchiostro nero contro i predatori per sfuggire e mettersi in salvo.

La seppia è un po’ il simbolo di Manfredonia/Siponto.

Il nome Sipontum deriva proprio da sipus (seppia) + pontum (mare) quindi “mare pieno di seppie” (grazie giolabe per il suo suggerimento).

Ora andate a vedere il Monumenti ai Caduti davanti al Castello.

Se guardate bene in basso a destra della Vittoria Alata, noterete una seppia mentre tiene chiusa con i suoi tentacoli la bocca di un delfino .

La seppia simboleggia il popolo sipontino, mentre il delfino, l’Impero Austro-Ungarico.

L’allegoria vuole esaltare il valore dei nostri ragazzi i quali, anch’essi, nella Grande Guerra 1915-1918, con il loro eroismo, sono stati capaci di tacitare il grande Impero Centrale.

Queste notizie “storiche” mi sono state tramandate da mio padre, classe 1901, che certamente assistette all’inaugurazione del Monumenti ai Caduti pochi anni dopo la fine della Grande Guerra, e potè memorizzare i roboanti discorsi del regime fascista: lui era giovane e la memoria non gli mancava.

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Şkafaröje

Şkafaröje s.f. = Vaso, contenitore.

Recipiente di forma e materiale vario, destinato a contenere liquidi o materiali incoerenti.

Quello di nostro interesse è di terracotta, grezza all’esterno, smaltata all’interno.

Aveva la forma di tronco di cono rovesciato, con il bordo superiore a risvolto ingrossato per una facile presa.

La parte interna smaltata aveva un fondo color pistacchio sul quale irregolarmente presentava delle striature a reticolo color verde bottiglia.

La şkafaröje vera e propria aveva il diametro superiore di almeno 50 cm.

Era usato per mettere i panni a bagno con la varichina, o per un bucato a mano ridotto. Talvolta per far lievitare la pasta per le pèttole = frittelle natalizie.

Quella di minore dimensione aveva il diametro superiore di 30 cm serviva a pulire il pesce, a conservare le alici sotto sale, ecc. e veniva schiamata con un diminutivo şkafarjèlle.

Se disgraziatamente il recipiente si rompoeva, si ricorreva all’arte dell’ambulante conza-pjàtte.

Avete notato che ho usato i verbi al tempo passato. Infatti la plastica ha soppiantato completamente questi contenitori.

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Şkaffètte

Şkaffètte s.f. = Corrispettivo straordinario in natura.

Alla fine di una battuta di pesca, i pescatori dipendenti per consuetudine si dividevano una parte del pescato, che andava in aggiunta alla paga pattuita.

Con questo termine, nato nell’ambiente marinaro, ora si intende qualsiasi sovrappiù, in natura o in denaro, che si è lucrato prestando la propria opera.

So’ jüte ajuté a cuggìneme a cògghje i pemedöre e me so’ abbuškéte ‘a škaffètte = Sono andato ad aiutare mio cugino a raccogliere i pomodori, ed ho guadagnato qualcosa per me (in denaro o in pomodori, indifferentemente).

Purtroppo il termine designa anche un’azione delinquenziale.

‘U sé quanda neguzzjànde pàjene ‘a škaffètte…= Chissà quanti commercianti pagano il “pizzo” ai malviventi…

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Şkanéte

Şkanéte s.f. = Pagnotta

La şkanatèlle una una pagnotta di pane più piccola, del peso fino a un chilo.

Quelle “normali” arrivavano a pesare anche fino quattro kg. In casa si impastava una massa enorme (anche di dieci kg) di farina, perché il pane era la base principale dell’alimentazione delle famiglie numerose.

Dalla pasta si ricavavano le varie pagnotte, 3 o 4. tagliandole, senza usare coltelli, ma mozzandole con le mani. Si riteneva che il freddo della lama potesse bloccare la lievitazione.

Spezzare la pasta del pane si diceva şkané ‘u péne v.t..

Secondo me il termine şkanéte dovrebbe significare letteralmente spezzata, tagliata

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Şkanüje

Şkanüje s.f. = Caldana

Sensazione improvvisa di calore al capo con arrossamento del viso e sudorazione.

Fenomeno fisiologico femminile dovuto alla menopausa.

Si manifesta anche anche ai maschi a seguito di un forte stato emotivo, di ansia, di incertezza, di paura..

Mamme m’ho ‘ccundéte ‘u sùnne ca ho fatte jèsse, e mo’, şkìtte ca pènze, me vènene ‘i şkanüje = Mamma mi ha raccontato il sogno che ha fatto lei, e ora solo che ci penso, mi stanno venendo le caldane.

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Şkàppe

Şkàppe s.f. = Papavero; Scheggia

1) = Papavero. Fiore di papavero rosso selvatico (Papaver rhoeas) della famiglia delle Papaveracee, detto rosolaccio, abbondantissimo nei campi all’epoca della maturazione del frumento.

2) = Scheggia. Truciolo tagliente di legno o di metallo che ferisce le mani di chi maneggia senza protezione oggetti non rifiniti. Sinonimo = Şkàrde s.f.

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