Caccianózzele

Caccianózzele s.f. = Nòcciolo

È la parte più interna, legnosa e non commestibile dell’albicocca.

Una volta si usavano per giochi fanciulleschi, in mancanza di biglie.

C’era anche un rigattiere che comprava i semi amarissimi contenuti all’interno dei nòccioli. Non sono mai riuscito a capire a chi potessero servire….

Qualche nonnina teneva gli stessi semi in acqua per molti giorni per far perdere loro tutto l’amaro. Poi da essi otteneva una specie di orzata, o latte di mandorla (‘u latte d’amènele), non so con quale metodo, per una rinfrescante bevanda estiva.

Cachéte

Cachète s.f. = Cacata

Il termine cachéte ha diverse valenze:

1 - atto di svuotamento dell’intestino. Agghje fàtte ‘na bella cachéte = Ho fatto un’abbondate defecata (io direi…finalmente, evidentemente il soggetto che ha sentito il bisogno di dirlo è uno che soffre di stitichezza).

2 - sostanza evacuata dall’intestino in una sola defecata. In questo caso esiste anche un sinonimo: preséte

3 - cosa di pessima qualità o di orribile aspetto.

Cume’jì stéte ‘u film c’ha vìste ajire söre? ‘Na cachéte! = Com’è stato il film che hai visto ieri sera? Una boiata pazzesca (alla maniera di Fantozzi quando commenta il film pseudo capolavoro “La corazzata Potёmkin - Потёмкин”, pronuncia: Potiòmkin).

Calechére

Calechére s.f. = Fornace per la cottura del calcare.

Sappiamo tutti che il calcare, la pietra calcarea, il marmo, per intenderci, è un carbonato tricalcico (CaCO3) è vero?

Da questo minerale si ottiene la calce mediante cottura in apposite fornaci a torre di pietra alimentate da legna.

A Manfredonia ce c’erano un paio di queste “calcare”, produttrici di calce viva in zolle. (vedi: càvece)

Camböse

Camböse s.f. = Cesto per ricotta

Cesto di giunco intrecciato, a forma tronco-conica, usato per riporvi la ricotta.

Dopo che la ricotta si era rassodata per la perdita del siero in eccesso, si poteva facilmente trasferire su un piatto semplicemente capovolgendolo la camböse.

La camböse ha una capacità di oltre un chilo di ricotta.

I cestello più piccoli (da 250 gr a mezzo chilo), sono chiamati con termine simil italiano fuscèlle sf.

Ora non adoperano più il giunco ma la plastica (vuoto a perdere).

Cambumìlle

Cambumìlle s.f. = Camomilla

La Camomilla (Matricaria camomilla, sinon. Camomilla recutita) è una pianta erbacea annuale originaria dell’Asia sudorientale; si è diffusa in tutto il mondo; in Italia è comune nei luoghi incolti, specialmente presso gli abitati, dal piano a circa gli 800 metri. Si usa il fiore essicato in infuso.

Proprietà terapeutiche: stomachiche, toniche, antispasmodiche, diaforetiche, analgesiche, emmenagoghe, digestive. Per uso esterno come lenitivo e detergente di pelle e mucose arrossate e decongestionante per bagni oculari.

Canelöre

Canelöre s.f. = Candelora

Festa Cattolica della Purificazione di Maria, che cade il 2 febbraio, in cui si svolge la tradizionale benedizione delle candele.

Se contate i giorni sono 40 giorni dopo Natale. Presso gli Ebrei la donna finché non avesse ripreso regolarmente il ciclo mestruale dopo il parto, era considerata “impura”. Quindi alla ricomparsa delle mestruazioni andava al Tempio a purificarsi e lasciava in dono una tortora (ora sostituita con una candela) da offrire a Dio.

Ho sentito pronunciare anche cannelöre, da cannöle= candela, e ‘ngannelöre, forse perché il giorno successivo si festeggia San Biagio, protettore della gola.

Con le candele benedette il giorno prima il sacerdote fa un segno sulla gola per invocarne la protezione.

Per epiegare che quel giorno si riceve con la candela quel segno in gola, si dice ‘ngànne= in gola, e da qui ‘ngannelöre.

Forse non è così, ma a me pare una spiegazione logica, e sinceramente mi garba.