Coške

Coške s.f. = Scoreggia (o scorreggia)

Nulla a che fare con le cosche mafiose! Si tratta tuttavia ugualmente di un problema molto serio.

Emissione rumorosa di gas intestinali.

Fé ‘na coške = cuškjé
= scorreggiare.

Non sempre l’emissione può dirsi rumorosa.

In silenzio dicesi ‘a loffe
Dal suono flebile dicesi ‘a stòdeche
Dall’emissione normale è la vera e propria ‘a coşke
Se sale un po’ di tono edicesi chjìreche
Se il tono è più alto e prolungato si tratta di un chjirecöne
Se si tenta, sforzandosi, di emetterne una più fragorosa, si rischia la zelléte ossia l’emissione non è solo gassosa ma anche un po’ solida.

Credo di aver percorso tutta la scala cromatica dei suoni possibili da quello strumento “a fiato” (‘u cüle)

Se mi è sfuggito qualche termine…mi correggerete! (scusate l’accostamento irriverente a Sua Santità, ma il verbo correggere si sposa egregiamente a quello trattato in questa “voce”).

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Còzzele

Còzzele s.f. = Mitilo, cozza

La cozza (Mytilus edulis o Mytilus galloprovincialis) è un mollusco dalla conchiglia nera e approssimativamente triangolare, molto ricercato per alcune specialità gastronomiche: zuppa di cozze, cozze alla marinara, impepata di cozze, cozze gratinate, ecc.
Quelle poste in commercio devono provenire da allevamenti specializzati. Diffidare dalle cozze vendute alla rinfusa nei mercatini. A Manfredonia si usa chiamarla Còzzele de Tàrende = Cozza di Taranto, città ove esistono da sempre estesi allevamenti di mitili.

E questo per distinguerla dalla locale pregiata “cozza pelosa”, una volta considerato cibo dei poveri, perché acquistata a prezzo vile. Assieme al pane costituiva la cena per tutta la famiglia.

La cosiddetta pelosa (Modiolus barbatus)per via delle alghe attaccate al suo guscio, è un prodotto locale, a mio avviso molto più pregiato della sia pur buona cozza nera tarantina.

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Crepànde

Crepànde s.f. = Percossa

Fa parte della serie del paliatöne.

Non vorrei dilungarmi…

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Cresòmmele

Cresòmmele s.f. = Albicocca

Frutto dell’albicocco, albero con foglie a cuore, fiori precoci bianchi o rosati, frutti saporosi di colore arancione.

Taluni per brevità, dicono cresòmme. Sono più propenso a usare il termine cresòmmele, specie per il plurale.

‘Sta cresòmme jöve sciapüte = Quest’albicocca era insipida.

Mangiàteve ‘sti cresòmmele de Màcchje = Mangiate queste albicocche macchiaiole.

Esistono numerose varietà di albicocca. Da noi è molto conosciuta un’albicocca piccola, la nanàsse, ben colorita e molto zuccherina, i cui semi contenuti all’interno del nocciolo duro sono dolci come quelli le mandorle; sono invece amari i semi delle altre varietà di albicocche, quelle di dimensioni maggiori.

Il frutto è carnoso, con seme osseo e forma ovoidale ( ‘i caccianózzele, oggetto di numerosi giochi fanciulleschi). Il colore della buccia cambia a seconda delle varietà: si va dal giallo chiaro all’arancio intenso.

L’albicocco (Prunus armeniaca), originario della Cina, si diffuse fino all’Armenia, da venne introdotto in Occidente da Alessandro Magno. Tuttora una varietà è chiamata Albicocca Alessandrina.

In epoca borbonica nel Napoletano era una delle piante più diffuse. Un botanico napoletano del 1583 evidenziò le due varietà più pregiate, chiamandole “bericocche” e “crisomele”. I due nomi sono entrati da quattro secoli nella parlata garganica: a Monte S.Angelo si chiama tuttora vernecòcche (da bericocche) e a Manfredonia cresòmmele (da crisòmele).

Il nome Albicocca viene dall’arabo al-barquq che attraverso il latino praecoquus, significa precoce. Infatti il frutto matura a fine maggio-metà giugno, una stagione breve. Da noi precöche, simile al termine arabo, designa invece una varietà di pesca a polpa gialla.

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Crijànze

Crijànze s.f. = Creanza

Coprrettezza di comportarsi. Rispetto, buona educazione, buone maniere

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Crijatüre

Crijatüre s.m. e s.f. = Creatura s.f. (umana di tenera età).

In dialetto si può usare sia al maschile, sia al femminile per indicare un bambino o una bambina in tenerissima età. Basta l’articolo per capire se parliamo di un maschietto o di una feminuccia (‘u crijatüre e ‘a crijatüre)

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