Addòbbje

Addòbbje s.f. = Anestesia, narcosi

Pratica medica diretta ai pazienti che si devono sottoporre a interventi chirurgici. Si somministrano farmaci narcotizzanti. Esiste l’anestesia generale e quella locale.

Il verbo transitivo corrispondente è addubbié = narcotizzare

L’hanna addubbjéte tutta quande, o l’hanne menéte l’addòbbje skìtte alla sangïne? = L’ hanno sottoposta ad anestesia totale, o le hanno addormentato solo la gengiva?
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Àgghje

Àgghje s.f. = Aglio

L’aglio (Allium sativum) è una pianta bulbosa della famiglia delle Liliaceae.

Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

Scientificamente è stato dimostrata la sua efficacia nel portare la pressione sanguigna entro limitii accettabili.
Quindi è un anti-ipertensione naturale.

Tjine ‘a pressiöne? Mànge ‘na bell’àgghja crüte
= Soffri d’ipertensione? Mangia un grosso aglio crudo.

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Agunüje

Agunüje s.f. = Agonia

Stato di lenta e inesorabile diminuzione delle forze vitali, che precede la morte e che può durare da poche ore a qualche giorno.

Sté all’agunüje = Essere in agonia, vicino alla fine della vita.

‘U pòvere cumbére müje sté proprje all’agunüje = Il povero compare mio è proprio alla fine.

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Albaggiüje

Albaggiüje s.f. = Rabbia, inquietudine.

Esiste il termine italiano albagia, ma ha il significato di Alterigia, boria, spocchia, superbia. Diverso da come lo intendiamo in dialetto.

‘Se me fé venì l’albaggiüje mènghe tutte cöse pe’ll’àrje! = Se mi fai arrabbiare, scaglio tutto a zampe per aria.

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Alüce

Alüce s.f. = Acciuga o Alice

L’acciuga o alice (Engraulis encrasicolus) è un pesce di mare della famiglia degli Engraulidae.

Molto conosciuto e apprezzato – si può usare sia fresco che conservato sotto sale – trascorre la sua vita in profondità fino all’arrivo della primavera. In qusta stagione si i avvicina in branchi fino alla costa sabbiosa per deporre le uova.

Quelle piccole le alecètte = alicette, in dialetto sono chiamate l’alljive (come gli allievi della scuola), e sono mangiate crude, talvolta anche con tutta la loro spinella tenera, condite con olio, sale e pepe.

Per curiosità devo citare che gli “allievi” in terra di Bari sono i polipetti sbattuti e arricciati, anch’essi mangiati crudi.

Mi trovai una volta in un ristorante a Mola di Bari, con dei Bergamaschi colleghi di lavoro, e il cameriere ci suggerì un po’ di “crudo” tenerissimo.
I Settentrionali intesero “crudo” come prosciutto ed accettarono la proposta. Fu necessario, per evitare imbarazzo o malintesi, spiegare loro la differenza dei crudi. Dopo un diffidente assaggio gli Orobici si lanciarono entusiasti in questo rito tribale di iniziazione agli usi crudaioli della gastronomia di Puglia.

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Ammiéte

Ammiéte s.f., avv. = Rincorsa, immediatamente

1) Ammiéte s.f. = rincorsa: breve corsa con cui si prende lo slancio necessario a compiere salti, tuffi, superare ostacoli.

Pegghjé ‘ammiéte = Prendere la rincorsa

Presumo che derivi da, avvio, mettersi in movimento (avviato, inizio di movimento).

2) Ammiéte avv. = immediatamente, senza indugio, subito.

Mo’, ammiéte, ce n’hamma jì da qquà = Ora, immediatamente, ce ne dobbiamo andare da quì.

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