Ciüme amarèlle

Ciüme amarèlle s.f. = Cime amarognole

Scusatemi, ma non so il nome corrispondente in lingua italiana. Aspetto qualche suggerimento da esperti botanici.
Cliccate sull’immagine per ingrandirla.

Pianta spontanea (Brassica campestris) apprezzata dai nostri nonni, che le raccoglievano per farne un piatto gustoso, le famose “fogghje meškéte” = verdure miste.

L’occhio esperto le distingue dalle cime dolci (i sìnepe). Il palato anche se inesperto, perché evidentemente queste erbe hanno un retrogusto po’ di amaro, come le cicorie.

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Ciüme de répe

Ciüme de répe s.f. = Cime di rapa

Le cime di rapa (Brassica Campestris Cymosa) sono i racemi non ancora fioriti dell’ortaggio, di cui si mangiano le foglie più tenere e le infiorescenze.

È un ortaggio tipicamente italiano ma, introdotta dagli emigranti, ora si coltiva anche negli Stati Uniti e in Australia. In Italia il 95% della superficie coltivata si trova in Lazio, Puglia e Campania. Nel Nord America è conosciuta con i nomi di “broccoli raab”, “raab”, “rapa”, “rappini o rapini”, “spring broccoli”, “italian turnip” e “taitcat”.

La cima di rapa, in Puglia, che è la regione regina della coltivazione di questo ortaggio, è inserita nell’Elenco dei Prodotti Tradizionali Regionali. Famosissimo il tipico piatto di orecchiette con le cime di rapa, condite con il semplice ùgghje crüde = olio crudo, o con l’agghja suffrìtte = olio,aglio, acciughina e peperoncino. In Basilicata ho visto che aggiungono nel padellino dell’olio che frigge anche del pane sbriciolato.

Nel nord Italia è invece un prodotto meno conosciuto, soprattutto perché non vi sono piatti tipici tradizionali legati alla cima di rapa come avviene nel meridione.

Sono da consumarsi previa cottura ed hanno un sapore molto caratteristico, leggermente amarognolo e piccantino.

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Còcchje

Còcchje s.f. = Coppia

Insieme costituito da due oggetti dello stesso tipo o da due animali o da due persone spec. che svolgono in modo coordinato la stessa attività.

Còcchja-còcchje dicesi di due persone inseparabili. Due amici, due fidanzatini, due colleghi, due carabinieri.

Tènghe ‘ca còcchje de vìcce = Ho una coppia di tacchini.

‘I vüte a löre, sèmbe còcchia-còcchje = Li vedi, loro stanno sempre assieme.

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Còffe

Còffe s.f. = Cesto

Cesto a forma tronco-conica, provvista di manici, usata dai muratori per contenere e sollevare pietrame e mattoni.

Per estensione, vista la stessa forma, si è affibbiato questo nome anche alla cavedarèlla caldarella di ferro che contiene la malta.

In termini marinareschi la coffe è una sorta di terrazzino con steccato di protezione, fissato sugli alberi dei velieri, destinato a contenere i marinai addetti alle manovre delle vele o alla vedetta in mare (mitico l’urlo:terra, terra! nei film d’avventura lanciato dagli uomini di vedetta sulla coffa….)

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Cógghje

Cógghje s.f. = Scroto

Struttura muscolare e membranosa sacciforme contenente i testicoli, posta nella regione delimitata dal perineo, dal pube e dalla radice delle cosce (De Mauro).

Generalmente oltre al sacco contenitore, si estende il significato di questo termine anche al suo contenuto, specie se c’è una patologia erniaria in atto.

Me döle ‘a cógghje = Sento dolore al basso ventre (a causa del’ernia inguinale).

Non c’entra nulla con il nostro dialetto, ma mi diverte l’espressione napoletana: ‘a uàllera.

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Colocènze

Colocènze s.f. = Tregua

Alla lettera significa “con licenza”.

Veniva pronunciato da uno dei partecipanti ai giochi fanciulleschi, per sospendere una pena, o un inseguimento.

Si pronunciava ad alta voce, in modo che anche gli altri bimbi potessero sentire la richiesta di scuse per l’errore commesso nello svolgersi del gioco.

Si evidenziava così l’inintenzionalità, la mancanza di dolo.

I bambini stabiliscono le regole e le seguono scrupolosamente. Cosa che i grandi, specie gli uomini politici, non sempre lo fanno.

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