Carta-cànde
Carta-cànde sopr. = Carta canta
Evidentemente l’amico non si faceva raggirare facilmente. Metteva tutto per iscritto, perché si sa verba volant… le parole volano, ma lo scritto rimane!
Carta-cànde sopr. = Carta canta
Evidentemente l’amico non si faceva raggirare facilmente. Metteva tutto per iscritto, perché si sa verba volant… le parole volano, ma lo scritto rimane!
Castagnére agg., s.inv. e sop. = Castagnaio
Venditore di frutta secca:castagne, arachidi, nocciole, semi di zucca, ceci e fave arrostite.
Soprannome derivato, come tanti altri, dal mestiere esercitato dal soggetto.
Quello che ricordo io aveva il negozio al Corso, vicino alla Farmacia Murgo.
Catalogne s.f., sopr. = Cicoria Catalogna
1) Ortaggio coltivato (Cichorium intybus), più dolce e più grossa dell’amara cicoria campestre.
Proprio per distinguere l’una dall’altra, quella dell’orto viene comunemente chiamata Catalogna, dalla regione Catalana da cui proviene.
2) Nomignolo affibbiato a un certo Catalano (abitante o originario della Cataluña = Catalogna), sarto e suonatore nella banda cittadina, il cui cognome significa proprio originario di quella Regione spagnola.
Catenazze s.m., sop. = Lucchetto.
Serratura metallica mobile costituita da un corpo centrale a forma di piccola scatola a cui è articolata una barretta d’acciaio, diritta o piegata a U, munita di dispositivo di blocco, azionabile con una chiave.
Il soprannome può derivare da un cognome, come esiste in Basilicata e anche in Lombardia, colà
portato evidentemente da migranti lucani.
Cavafanghe s.m. = Draga, cavafango
Macchina fissata su ponteggi o chiatte per effettuare scavi subacquei. draga galleggiante usata per scavare il fondale fangoso di porti e canali.
Il termine dialettale è chiaro: che cava il fango (dal fondo) Veniva usato per aumentare la profondità dei fondali all’interno del porto.
Sinonimo di sporco e rumoroso.
Cavezettére s.inv. = Calzettaio/a
Chi produce o vende calze, chi lavora in una fabbrica di calze, chi ripara, rammenda calze.
Il soprannome deriva dal mestiere di una signora che confezionava in casa le calze (‘i cavezètte) e i guanti di filo con la macchina da maglieria.