Calcagnére
Calcagnére s.m. = Spronatore
Viene da calcagnare v.i. (ant.), dare di sprone, battere i calcagni sui fianchi del cavallo per incitarlo al galoppo.
Calcagnére s.m. = Spronatore
Viene da calcagnare v.i. (ant.), dare di sprone, battere i calcagni sui fianchi del cavallo per incitarlo al galoppo.
Calefaténe (o calefatére) s.m. = Calafato.
Il termine viene dall’arabo qualfat e qualafa
Operaio dei cantieri navali specializzato nel calafataggio, cioè nell’impermeabilizzazione dello scafo dei natanti.
Per calafatare si inseriva forzatamente della stoppa nella connessione del fasciame e si ricopriva con pece o catrame fuso.
L’eventuale minima infiltrazione faceva gonfiare la stoppa che così turava qualsiasi altro passaggio di acqua
Il termine calefaténe ha assunto una valenza negativa, perché il mestiere di per sé comporta un annerimento degli abiti da lavoro, e della faccia e delle mani dell’operaio.
Tutto ciò fa sembrare sporco l’operaio, anche se costui si lava accuratamente.
Vattì, assemìgghje a ‘nu calefaténe! (Va’ via, somigli ad un calafato!)
Si tratta anche di un soprannome
Cambanjille s.m. = Campanello
Piccola campana che si suona agitandola per il manico o tirando la corda a cui è fissata; dispositivo elettrico a suoneria azionato da un pulsante, collocato accanto alle porte all’esterno di abitazioni, uffici, ecc.
Ricordo che cambanjille è anche un soprannome che apparteneva alla famiglia Quercino.
Canzéne n.p. = Canzano.
Nome di un Comune del Teramano.
E’ anche un Cognome diffuso in Campania e in Abruzzo.
Da noi è diventato un soprannome.
Ricordo un certo Matteo Canzano, un tipo bonaccione, che per pochi spiccioli andava a riempire una “quartara” d’acqua.
Camminava per le strade fischiettando una unica monotona nota. Le donne lo sentivano, uscivano e chiedevano:”Mattöje, me vu jègne l’acque?” = Matteo, mi vuoi riempire l’acqua?
Era molto buono, sempre sorridente…fino a quando qualche farabutto gli ha insegnato a bere il vino e a fumare. Tutti i suoi guadagni li spendeva alla cantina.
Capacchjöne agg. = Testone, testardo
Il soggetto che ha dato origine al soprannome o aveva una testa di considerevole stazza, o semplicemente era testardo, cocciuto.
Cmq il ‘u Capacchjöne per antonomasia era diventato spregiativamente il fondatore del Fascismo, Benito Mussolini, capacchjöne onorario.
Capellöre s.f. = Pettinatrice
Donna che si guadagnava da vivere dedicandosi ad acconciare i capelli a domicilio.
Copriva le spalle della cliente con una tela bianca, scioglieva e lavava i capelli, li pettinava accuratamente col pettine rado (‘a pettenèsse) e poi con quello fine (‘u pèttene) alla ricerca di eventuali focolai di pidocchi. Dopo l’asciugatura, riformava le trecce e le riavvolgeva a crocchia.
I lunghi capelli che restavano fra i denti del pettine e sulla tovaglia posata sulle spalle venivano raccolti accuratamente e inseriti in un sacchetto con chiusura a borsa di tabacco.
Quando il sacchetto era pieno diventava merce di scambio con uno specifico venditore ambulante. Difatti costui dava in cambio due saponette, o un pennello da barba, o una spazzola per abiti, o alcune scatole di lucido per scarpe, o cinque metri di elastico per mutande, ecc.
Presumo che i capelli umani di una certa lunghezza erano molto richiesti dalle fabbriche di parrucche: e se no che se ne facevano?
Il mestiere è passato quale soprannome a indicare una specifica famiglia.