Şkattàzze

Şkattàzze = Omone forte da schiantare.

Soggetto forzuto, capace di rompere, spezzare, spaccare con forza e violenza.

In effetti un certo Michelino Rinaldi era capace di prendere in braccio un vitello come si prende un bambino.

Verso il 1956 organizzarono per la Festa una serata pugilistica fra dilettanti allo stadio Miramare contro i pugili foggiani.

Michelino Şkattàzze, peso massimo, e Mario Carbone, peso medio, ai poveri Foggiani rifilarono tante di quelle batoste…che se le ricordano ancora dopo 50 anni.

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Smirjòtte

Smirjòtte agg. e sopr.= Smiriota, Smirnese, originario o nativo di Smirne (Asia minore)

Il lettore Lino Brunetti asserisce che quel soprannome fu affibbiato al guardiano del cimitero di Manfredonia, collega del Vassjire. Addirittura (caramba che sorpresa!) ‘U Smirjòtte era lo zio di un altro nostro affezionato lettore, Umberto Capurso

Smirjòtte: Costui, o qualche suo antenato, “fu così chiamato solo perchè era nato o proveniva da Smirne, citta dell’Anatolia o Turchia sull’Egeo, nel breve momento che questa città fu occupata da truppe italiane, credo nel 1910-1912″ (Lino Brunetti).

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Sòrge-ind’a-sàcche

Sòrge-ind’a-sàcche = Sorcio nella tasca.

Soprannome simpaticissimo

Immagino che avranno fatto uno scherzo a qlcu.

Chissà la sorpresa quando il poveretto ha messo la mano in tasca! Bisogna sapere se il topo era morto o vivo!

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Spaccaturnöse

Spaccaturnöse sop. = Spaccasoldo, sparagnino.

Questo soprannome fu affibbiato a qlcu che era molto oculato nello spendere.

Significato letterale: Spacca Tornese.

Il Tornese, in dialetto turnöse fu una moneta in circolazione nel Regno delle due Sicilie.

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Spara-zàppe

Spara-zàppe = Soprannome affibbiato a qlcn chei non amava lavorare e che vedeva nella zappa un nemico e fu indotto spararle una fucilata!

Traduz. letterale: che spara alla zappa

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Sparapjizze

Sparapjizze s.m. sopr. = Artificiere, fuochista pirotecnico.

Chi produce e vende fuochi d’artificio; colui che provvede ad incendiarli durante le sagre.
Produceva calecàsse, botte a müre, tricche-tràcche, frósce, rutèlle (girandole), battarüje, ecc.

‘U calecàsse, era roba da professionisti perché di grosso potenziale e pericolosissimo in mano ai non esperti.

Il sostantivo Sparapjizze è diventato anche un soprannome.

Colui che ricordo io in Largo Clemente faceva marketing tenendo i tricche-tracche in un cestino davanti l’uscio di casa, come se vendesse uova o melanzane.

Erano erroneamente considerati innocui, ed erano liberamente venduti anche ai minorenni.

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