Giurdanille
Giurdanille n.p. = Giordanello
DEeriva dal diffusissimo cognome Giordano. In questo caso si riferisce a un Giordano jr
Giurdanille n.p. = Giordanello
DEeriva dal diffusissimo cognome Giordano. In questo caso si riferisce a un Giordano jr
Gnasjille n.p.= Ignazio
Forma al diminutivo del nome proprio Ignazio, di origine spagnola.
Passato a soprannome
Majòleche n.p. e sopr. = frumento “Maiorca”.
Il “Maiorca”.Majòleche è un tipo di grano tenero largamente coltivato nella Daunia in affiancamento al grano duro “Senatore Cappelli”, detto Cappjidde, e rappresentano tuttora la maggiore produzione cerealicola delle Puglie.
Nulla a che vedere con la maiolica e la ceramica quindi.
Soprannome derivato da nome proprio
Melìsce n.p. = Stirpe di pescatori di cognome Sventurato.
Chi sa dare una spiegazione? Sono portato a pensare al cognome Liscio diffusissimo nel Napoletano e Potenza.
Canuscjute a ‘nu marenére ca fatuje pe Cianèlle? Sì, jì Giuànne, appartjine a quìdde Melìsce! = Conoscete quel marittimo che lavora con Cianelle? Sì, è della famiglia di Liscio.
Menjille n.p. = Carmine
Diminutivo del nome proprio Carmine (ossia Carmenjille)affibbiato ad un altro titolare di cantina. Poi è diventato un soprannome.
Ricordo che questo signore fece arrivare per primo nella sua osteria un vino marsalato siciliano dolce e profumato.
Costava qualcosa in più dei robusti vini pugliesi, ma la domenica era quasi un obbligo ricorrere alla specialià di Menjille!
Reggiüna Caitù n.p. = Regina Taitù
Taitù (Taieku in amarico), moglie di Menelik, Imperatore di Etiopia all’inizio del 1900, era una donna forte che difendeva l’indipendenza del suo Paese e che diede un contributo decisivo al raggiungimento di questo obiettivo.
Dagli Italiani fu considerata una nostra nemica, ma aveva il dovere di esserlo, perché l’Italia prima del 1915 voleva conquistare quel Paese.
Sarebbe come se le truppe della Croazia volessero conquistare la Puglia, o quelle della Libia sbarcassero a Pantelleria. Gli spareremmo addosso senza indugi!
Feceroo bene allora gli Etiopi a difendersi dai nostri tentativi di assalto.
Ma che c’entra questa donna con il nostro dialetto?
I nostri nonni - quando qualche donna con manie di grandezza disprezzava a destra e a manca per mettersi al centro dell’attenzione generale - la additavano ironicamente: E che, jì arrevéte ‘a Reggiüna Caitù? = Ma che, è arrivata la Regina Taitù?
Ma la vera Taitù era bella, nera, imponente, fiera, dignitosa.
Dal 1900 ai tempi della mia fanciullezza sono passati 50 anni, e di bocca in bocca Taitù si chiaramente è storpiata in Caitù così come l’ho captata io.