Cecchetogne

Cecchetogne n.p., sopr. = Francesco-Antonio

Deriva da due nome propri uniti, Francesco-Antonio, poi passati a Cecco-Antonio, in dialetto Cecche-’ndònje, e quindi Cecchetogne.

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Chelüne

Chelüne b.p. = Michelina, diminutivo di Michela

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Cialluttöne

Cialluttöne n.p., sop. = Chiacchierone

Non sono certo della resa in italiano.

A me dà l’impressione di un tipo pettegolo e chiacchierone. Qui a Matera (e non siamo nel Lombardo-Veneto) cialleddé significa forbiciare, spettegolare, come il nostro zingarjé, furbecé.

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Ciuccjamére

Ciuccjamére n.p., sop. = Asino amaro

Significato letterale “Ciuco amaro”. Evidentemente quel somaro deve aver procurato dei problemi al suo proprietario.

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Còppela-ròsse

Còppela-ròsse n.p. sop. = Coppola rossa = Berretto rosso.

Era, per antonomasia, il Capo-stazione delle ferrovie.

Il nostro soprannome si riferisce al proprietario di un’osteria-cantina

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Cùrpe-sdòmje

Cùrpe-sdòmje n.p. = Corpus Domini

La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore) è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica.

Si celebra il giovedì (o la domenica) successivo alla solennità della Santissima Trinità.

Rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo.

Venne istituita l’8 settembre 1264 da papa Urbano IV con la Bolla Transiturus de hoc mundo in seguito al miracolo di Bolsena. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia.

Liturgicamente questa festa viene celebrata il giovedì dopo la prima domenica successiva alla Pentecoste in Italia e nei Paesi cattolici (cantoni cattolici della Svizzera, Spagna, Germania, Croazia, Polonia, Brasile e Austria).

Per ragioni contingenti attualmente in Italia è stata spostata alla domenica successiva.

Il nome strano Cùrpe-sdòmje è dovuto all’analfabetismo delle nostre bisnonne che ripetevano a orecchio quello che ritenevono di aver compreso (figuriamoci…) dal latino chiesastico Corpus-Dòmini.

Per esempio dicevano che d’inverno ci voleva péne e menòstre (pane e minestra…modificata). Si trattava invece dell’Incipit della seconda parte del “Pater noster”: Panem nostrum (quotidianum da nobis hodie…)= Il pane nostro (quotidiano dà a noi, Signore….ecc.)

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