Mené a mósse

Mené a mósse loc.id. = Rinfacciare

Quando qlcu si adopera per fare un grosso favore ad un amico fa indubbiamente una cosa lodevole. Ma se poi lo racconta a tutti, e magari allo stesso soggetto beneficiato, fa una cosa riprovevole.

Traduzione della locuzione: lanciare in faccia, rinfacciare, allo scopo di mettersi in evidenza, di prendersi i meriti e il plauso di tutti.

Mariètte jì böne e chére, ma se te fé ‘nu piaciöre te lu möne sèmbe a mósse. = Marietta è buona e cara, ma se ti fa un piacere immancabilmente te lo rinfaccia.

Nò pe’ menàrle a mósse, ma jüie l’agghje fàtte döj nòtte au sputéle quanne c’jì opéréte. E l’agghje fatte veramènde pe’ tutte ‘u cöre. = Non per rinfacciarglielo, ma io ho fatto due nottate (al suo capezzale) quando si è operato. E l’ho fatto veramente con tutto il cuore.

Se davvero l’avesse fatto con tutto il cuore, non lo andrebbe a dire in giro…

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Mètte ‘i Sànde espòste

Mètte ‘i Sànde espòste loc.id. = Mettere i Santi esposti.

Modo di dire efficace e immediato che significa: far ricorso a personaggi influenti per ottenerne favori o raccomandazioni.

Alla lettera significa ‘esporre i Santi’, o meglio, in un italiano più corretto: disporre i simulacri dei Santi, come avviene nelle Chiese, affinché tutti possano riconoscere le loro virtù e sappiano quanto siano influenti nell’intercedere per essi.

So’ jüte mettènne ‘i Sànde espòste pe trué düje begliètte alla partüte = Mi son dovuto raccomandare a persone influenti per procurarmi due biglietti per assistere all’incontro di calcio (evidentemente i biglietti erano andati a ruba).

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Mètte-sotta-pjite

Mètte-sotta-pjite loc.id. = Maltrattare

È un modo di dire nostrano per indicare un abuso, un prepotenza, una vessazione, un po’ come è spiegato dal termine moderno mobbing.

Il significato letterale è: mettere sotto i piedi. Chiaramente nessuno calpesta materialmente con le suole delle scarpe un malcapitato. Caso mai lo fa figuratamente, come graziosamente usano fare i prepotenti, i quali sono forti con i deboli, ma deboli con i forti…. Vigliacchi.

Viene usato talvolta come affettuoso rimprovero materno verso la figliola usa cambiarsi spesso d’abito.

Te sté mettènne tutte cöse sotta-pjite… = Stai usando tutti i tuoi vestiti…(cioè è meglio che ne serbi uno per una circostanza più adatta!)

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Mò jéve!

Mò jéve loc.avv. = Da molto tempo.

È una risposta ovvia a chi chiede se un determinato lavoro è stato completato, o se qlcu è giunto all’appuntamento, ecc.

Jì arrevéte Giuànne? Mò jéve! = È arrivato Giovanni? Sì, da tempo!

Mò jéve ca agghje fenute de mangé! = È un bel po’ di tempo che ho finito di mangiare.

La traduzione letterale non ha alcun significato: Mò jéve = Adesso ha…

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Ogne àneme desìdere

Ogne àneme desìdere loc.id. = Aspirare

Alla lettera significa: ogni anima desidera. Che cosa desidera?

Faccio qlc esempio.

In una numerosa comitiva, c’è un ragazzo (o una ragazza) spaiato. Gli altri sono impegnati nelle loro effusioni, e questo poverino non ha nessuno con cui affiatarsi, resta isolato, immusonito, triste, solitario.

Immancabilmente uno degli amici se ne accorge, e gli fa una domanda un po’ stupida: Cum’ì ca stéje acchessì = Perche sei così (solitario)?

Eh, ogne àneme desìdere. = Eh, ognuno desidera un po’ d’amore.

Altro esempio: quando gli ormoni tumultuano, e si non trova come calmarli, è ovvio che il desiderio sale alle stelle…Ogne aneme desìdere

Altro esempio ancora: io ho un’automobile scassatissima, e come tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni, vorrei averne una che sia un po’ meno catorcio…Beh, ognuno ha le sue aspirazioni: ogne àneme desìdere!

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Parapàtte-e-péce

Pari e patta

Locuzione per indicare che, nei rapporti di affari, di gioco, di dialogo, di controversia, le cose sono andate in parità.

In italiano si dice pareggio, pari, patta e anche insieme questi due ultimi termini, pari e patta a mo’ di rafforzativo.

In dialetto aggiungiamo anche il terzo rafforzativo, caso mai non si fosse capito che si era pareggiato il conto: pace. Siamo un popolo pacifico.

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