Attandàrece ‘u nése

Attandàrece ‘u nése loc.id. = Controllarsi, moderarsi.

Alla lettera significa ‘toccarsi il naso’, un po’ come tornare alla realtà, darsi un pizzicotto (metaforico) per destarsi e tornare con i piedi per terra. Ma che stéche facènne? = Ma che sto facendo?

Ma ‘stu càzze de Giuànne nen ce attànde pe’ njinde ‘u nése? = Ma questo accidenti di Giovanni non si rende per niente conto (di essere andato fuori limiti, che non sa moderarsi?).

Nüje ce sapüme attandé ‘u nése: quanne süme ‘nvetéte nen ce jéme mé p’i méne vacànde = Noi sappiamo renderci conto; quando siamo invitati non ci presentiamo mai a mani vuote.

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Auànde ‘na màgghje

Auànde ‘na màgghje loc.id. = Un momento!

Alla lettera significa: agguanta, afferra una maglia.

La locuzione significa solo: fermati un momento, non proseguire nel discorso perché non ho afferrato bene il significato, non capisco dove vuoi arrivare, spiegami bene cosa vuoi dire.

Innegabile che si tratti di gergo marinaresco.

Qlcu dice che è nel rituale di coloro che rattoppano le reti da pesca fermarsi per controllare che il lavoro proceda correttamente.

Altri dicono che la magghje in questione, sia una maglia della catena, che si fissa per bloccare la calata o la risalita dell’ancora.

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Avì ‘ngarnàgge

Avere nelle grinfie, riuscire ad afferrare qlcu che merita una lezione.

Stesse attjinde ca se lu agghje ‘ngarnagge ‘u fàzze a jacce e jöve = Stesse attento, si mantenga alla larga, perché se riesco a beccarlo lo riduco a malpartito.

La locuzione appare molto più simpatica se uno spasimante desidera avì ‘ngarnaggee glielo sussurra alla sua morosa: un’ora sola ti vorrei…

Certamente non la ridurrebbe in polpette ma la riempirebbe di baci!

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Avì ‘ngramme

Avì ‘ngramme locuz.idiom. = Avere nelle grinfie

Un simpatico modo di dire: si usa minacciare qlcu lontano, e che magari sta scappando.

Esprime anche desiderio di coccole espresso all’amato/a lontano/a.

Se te àgghje ‘ngramme…= Se ti prendo nelle mie grinfie…non ti darò scampo!

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Avrüja jèsse fèsse

Avrüja jèsse fèsse loc.id = Dovrei essere proprio uno sciocco!

Esiste anche la forma breve è: Ajèsse-fèsse

È la risposta d’istinto che si dà a coloro che ci propongono un’impresa troppo faticosa o rischiosa, perché i pericoli sono troppo evidenti. Come per dire: “…e che? C’è scritto Giocondo sulla mia fronte?

Vu venì pe me? Jeme a Canelére a cògghje ‘i pemedöre! = Vuoi venire con me? Andiamo nelle campagne di Candelaro a raccogliere i pomodori!

A jèsse fèsse! Stéche a casse indegrazzjöne: stéche tànda bèlle = Non sono uno sprovveduto! Sono in cassa integrazione: sto così bene!

In questo caso il tizio fa davvero bene a rimanere a casa: se viene pizzicato dagli Ispettori del lavoro perde i benefici della cassa C.I.G.

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Azzette-süje

Azzètte süje loc.id. = Sia ben accetto

Locuzione verbale idiomatica, per significare: sia ben accettato, gradisci, apprezza, accogli, gradisci.

T’àgghje purtéte a rijalé ‘na zuppetèlle de pìsce, azzètte-süje… So’ bèlle frìške frìške! = Ti ho portato in regalo una zuppa di pesci, accettata sia… Son belli freschi freschi!

Una variante di benedüche, bene dico, senza cattiveria, tutto positivo.

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