Ne jàvezé manghe ‘nu zippere da ‘ndèrre.

Ne jàvezé manghe ‘nu zippere da ‘ndèrre loc.id. = Essere sfaticatro, pelandrone, svogliato, indolente, fannullone, ecc.

Alla lettera: Non raccogliere nemmeno uno stecco da terra.

Quindi, usato in terza persona: Códde ne jàveze manghe ‘nu zippere da ‘ndèrre! = Costui non si sforza minimamente di collaborare.

Esiste una variante: invece dello stecco, il nostro amico non ha voglia di alzare da terra nemmeno ‘nu füle de pàgghje = un filo di paglia, una pagliuzza.

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Nen tenì nesciüne amöre

Nen tenì nesciüne amöre loc.id. = Essere insipido, non aver alcun aroma o profumo deciso, riferito a ortaggi, pesci, minestre, ecc.

Quelli più esigenti, calcando la mano, evidenziano che la pietanza nen töne nesciüne amöre, nè sapöre. = Non ha alcun aroma, né sapore.

In questo caso amöre (omofono con amöre = amore, nel senso di sentimento) con il significato di gusto, deriva dall’aggettivo amurèvle = gustoso

Stu cazze de cetrüle nen töne nescjüne amöre = Quest’accidenti di cetriolo non ha alcun sapore.

‘Stu melöne assemègghje a ‘na checòzze: nescjüne amöre = Quest’anguria somiglia ad una zucca: non ha alcun sapore.

Presumo che sia stata fatta un po’ di confusione con i termini italiani. “Odore+aroma = amöre

Con lo stesso significato si può dire sciapüte= scipito, insapore, o nen dé nè de mè e nè de tè =Non sa né di me e né di te.

Come se i due interlocutori fossero essi stessi, all’assaggio, fatti di sapore diverso, uno dolce e l’altro salato.

Il contrario, ossia ricco di sapore, è amurèvele, o più semplicemente, saprüte = saporito, squisito.

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Nfurnéta chjöne

Nfurnéta chjöne loc.id. = Pienone

È un simpatico modo figurato di descrivere un affollamento all’interno di un luogo chiuso o recintato, come un cinema, una chiesa, un’abitazione, un campo sportivo, uno stabilimento balneare.

L’origine è chiara. Quando una volta si panificava in casa, si ricorreva ai forni pubblici, dove con un modesto compenso (‘a nfurnatüre) si otteneva, in una collettiva infornata, la cottura del pane.

Ovviamente c’erano giornate che il grande forno lavorava con poche pagnotte e delle giornate che si riempiva del tutto. Ecco, questa era l’infornata piena.

Se capitava che il cinema era pieno, addirittura conteneva persone che assistevano alla proiezione stando in piedi, ecco quella era ‘a ‘nfurnéta chjöne, l’infornata piena.

In ogni caso ‘a nfurnéta chjöne designa un successo. Non solo nel mondo dello spettacolo o ecclesiastico, o sportivo, ma anche nell’ambito familiare.

Come quando i genitori premurosi vedono la loro mensa attorniata da figli, generi, nuore e nipotini, specie nelle grandi ricorrenze, e godono nel vedere la loro casa nel caos: ci sarà tempo di sistemarla…

Nota linguistica. Le persone più anziane pronunciano ‘mburnéte/’mburnatüre, perché, come ho spiegato al punto 6.7 del capitolo Ortografia e Fonologia (clicca in alto, accanto a “Gli autori”) le consonanti “nf” diventano “mb” (es: Mambredònje, cumbìtte, ‘mbàcce

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Nganna mére

Nganna mére loc.id. = In riva al mare

Anche: sulla riva del mare, sulla battigia, a ridosso, proprio sulla sponda del mare.

Ricordo che ‘nganne corrisponde a “in canna”, ove cànna significa collo e il suo contenuto (gola, esofago. trachea, giugulari).

Nelsenso di trachea e vie respiratorie: mètte i méne nganne = strangolare.
Col significato di tubo digerente: mené nganne = ingoiare, trangugiare.

Nel nostro caso, indica la prossimità del soggetto in riva al mare, come una similitudine: difatti come il collo è breve ed è situato vicino alla testa, così è limitata la distanza del soggetto dal mare.

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Nganna-ngànne

Ngànna-ngànne loc.id. = Al limite, all’ultimo istante, per un pelo.

Giungere all’ultimo istante, come i voli last minute.

Si usa di preferenza con il verbo arrevé = giungere, arrivare o anche con sté = stare

Arrivare all’ultimo minuto senza aver completato un lavoro, preparato una cerimonia, organizzato un incontro, ecc.

Mariè, specciàmece, ca süme arrevéte ‘nganna-nganne e momò parte ‘u tröne! = Marietta, sbrighiamoci, ché siamo all’ultimo momento e il treno sta per partire.

Süme arrevéte ‘nganna-nganne alla Fèste e quà nen ce vöte angöre njinde = Siamo arrivati ormai alla vigilia della Festa, e qui non c’è nessum programma.

La ristrettezza non è però solo di tempo. Per estensione può essere usato come sinonimo di vicinissimo, come ad esempio ‘nganna mére, in riva al mare, ma propio sulla battigia.

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Ngarnàrece ‘u dènte

Ngarnàrece ‘u dènte lod.id. = Avvezzarsi, abituarsi.

Avvezzarsi a nuovi sapori, a nuove situazioni, a nuove abitudini.

Svezzare il neonato facendogli provare nuovi sapori oltre quello del latte materno.

Quando il bebé si abitua anche al salato mostra di apprezzarlo. Ecco che la mamma fa la constatazione ufficiale: c’jì ‘ngarnéte ‘u dènte! = L’iniziazione ha avuto i primi risultati.
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Per estensione il detto vale anche quando qlcu fa il reticente davanti a una pietanza che non aveva mai provato, e poi , una volta assaggiata, chiede il bis: Uhm, c’jì ‘ngarnéte ‘u dènte!

Anche chi non apprezzava fumare, giocare a carte, frequentare le discoteche, ecc.. Dopo il collaudo…ce ‘ngàrne ‘u dènte!e reitera l’esperimento iniziale.

Per il contrario esiste il verbo scarnàrece. Disaffezionarsi, staccarsi, da una persona, da un lavoro, da un hobby, ecc.

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